Cicli Solari — 03 Gennaio 2015

Riporto questo Interessante articolo di Filippo Casciani

Sono estremamente convinto che le cause del rinforzo del VP di questi ultimi anni , vadano ricercate nell’interazione tropo-oceanica e nel progressivo incremento dell’attività solare ( tali elementi sono interconnessi).

Ai più “anziani” , non sarà sfuggita in questi giorni la forte analogia con dinamiche similari a quanto avveniva negli anni ’90, quando la costante divergenza dell’onda atlantica portava le discese fredde in direzione del Mediterraneo Orientale, regalando inverni piuttosto secchi sul centro-nord della nostra penisola, contrapposti a forti ondate di gelo sul medio-basso adriatico.

Cos’è cambiato veramente rispetto a pochi anni fa? Qual è l’elemento che sta forzando in maniera invisibile la diposizione delle pedine sullo scacchiere emisferico?

Signori miei, è la ……..  PDO.

Ebbene si, questo indice è fondamentale per quanto riguarda anche l’ondulazione Euro-atlantica, perchè modulando l’onda planetaria pacifica, va a provocare un effetto domino sul waves train , modificando nel particolare il segno della …….. NAO .

Ma cos’è che influisce sul segno della PDO o , meglio , sull’attività della Bassa pressione Aleutinica?  L’attività solare:

L’attività solare è quella che va a modulare la tensione zonale, andando ad innescare una serie di forcings a cascata che si ripecuotono sulla circolazione emisferica.
Il rinforzo delle basse pressioni semipermanenti (esplicative circa la tensione della corda zonale), vanno a modulare il segno degli indici oceanici, con altri effetti di feedback circolatiorio.

Ecco qui la variazione delle anomalie dell’oceani Pacifico rispetto al periodo 2000–>2013 , la chiave che spiega la relazione tra la posizione della cella di Walker, la fasi della MJO e la locazione della wave1:

(O;N ) 2014:

Quando torneranno inverni favorevoli ad un VP molto disturbato? probabilmente dovremo attendere il 2020 per tornare a vedere configurazioni simili al 2009/’10 o 2010/11 , ma è possibile che già nel 2017/’18 si verifichino le prime avvisaglie:

Poi se le proiezioni saranno rispettate, dal 2020 potremmo abituarci ad inverni con tensione zonale molto bassa, a caratterizzare lunghi inverni contraddistinti da una forte componente Siberiana con gelo intenso e nevicate diffuse che tornerebbero gradualmente ad interessare l’Europa centro-occidentale:


Questo meccanismo spiega non soltanto la teoria relativa alla forza/debolezza del VP, ma l’importanza primaria che ha il pattern NAO nel provocare il wave break del VP stratosferico……….

Credo si sia fatta luce su un bel pò di cose adesso….

 

fonte:CentrometeoToscana

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Fabio Fornara

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