Disastri dal Mondo — 08 Agosto 2016

L’ondata di maltempo che negli ultimi due giorni ha interessato le nostre regioni meridionali, ed in particolare i settori adriatici, con rovesci e forti temporali, ha colpito duramente pure parte dei Balcani meridionali, dove nella serata di sabato 6 Agosto 2016 si sono verificati dei fenomeni temporaleschi particolarmente violenti che hanno causato notevoli danni e purtroppo anche vittime. Dopo una giornata particolarmente calda e soleggiata, con una massima giornaliera salita sopra i +34°C, un temporale particolarmente potente, durante la serata di sabato, attorno alle 07:00 PM locali, ha colpito la capitale macedone Skopje, accompagnandosi a fortissime raffiche di vento da Ovest e O-NO, legate al “downburst” prodotto dal muro di pioggia avanzante, che hanno sradicato diversi alberi e pali della pubblica illuminazione. Il nucleo principale di questo sistema temporalesco ha preso in pieno il centro di Skopje, scaricando un ingentissimo quantitativo d’acqua nel giro di pochissime ore, con precipitazioni molto violente, caratterizzate da alti indici di rain/rate.

 

000ca758-642Le precipitazioni sono state talmente intense da ridurre la visibilità orizzontale a pochi metri durante la fase più estrema del fenomeno. Il violento rovescio temporalesco ha causato il rapido allagamento dei vari quartieri della città, tanto che diverse aree, specialmente quelle più depresse, sono finite sott’acqua, mentre le principali strade della capitale macedone si trasformavano in autentici fiumi in piena che hanno trascinato via di tutto. Subito dopo il violentissimo rovescio la temperatura è crollata fino ai +21°C +20°C registrati a fine precipitazioni, quando il temporale lasciava alle spalle Skopje. Purtroppo il bilancio del nubifragio è stato pesantissimo.

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Le strade di Skopje dopo il violento temporale

Le strade di Skopje dopo il violento temporale

Secondo le autorità macedoni sarebbero almeno 20 i morti accertati nell’area di Skopje. Ancora imprecisato il numero dei dispersi e delle persone ancora ricercate dalle squadre dei soccorritori attive già da ieri. Difatti proseguono senza sosta frattanto i lavori delle forze dell’ordine e dei soccorritori in tutta la zona della capitale macedone per individuare eventuali altre vittime nei quartieri maggiormente colpiti dal nubifragio. Il violento temporale che ha flagellato la città di Skopje era associato ad un più ampio e complesso “cluster multicellulare” che si è venuto a formare in seno ad un flusso meridionale (pre-frontale) d’aria calda e molto umida, specialmente nella media troposfera.

L’avvezione di umidità, particolarmente intensa fra i 700 hpa e 500 hpa, richiamata dal piccolo “CUT-OFF” che nella giornata di sabato 6 Agosto 2016 si era venuto ad isolare a ridosso delle nostre regioni centrali, presentando dei massimi di vorticità positiva nella media troposfera, ha rappresentato l’effetto d’innesco dell’intenso “forcing” convettivo che ha alimentato l’attività temporalesca sull’area balcanica. Se a ciò aggiungiamo la presenza nei bassi strati di un “cuscinetto di aria molto umida e calda” (valori fino ad oltre i +34°C +35°C si sono raggiunti nel primo pomeriggio nei dintorni di Skopje) gli ingredienti per la genesi, anche piuttosto rapida, di “updrafts” (le forti correnti ascensionali presenti all’interno dei cumulonembi temporaleschi) particolarmente intensi, capaci di perforare fino al limite più basso della stratosfera, sono completi.

 

1669785Soprattutto durante il periodo estivo, quando l’intensa insolazione determina un graduale riscaldamento delle terre emerse. Il maggior apporto di calore, indotto dalla graduale intensificazione dell’insolazione diurna che surriscalda per bene i terreni, instabilizza la colonna d’aria sovrastante, per l’inasprimento del “gradiente termico verticale” (fra l’aria sempre più mite nei bassi strati e l’aria più fredda che scorre alle quote superiori della troposfera), alimentando lo sviluppo di moti convettivi (correnti ascensionali che dal suolo tendono a propagarsi verso la media e alta troposfera) più marcati che spesso vengono identificati nella genesi di addensamenti cumuliformi, piuttosto sviluppati in altezza (cumuli congesti e cumulonembi), nelle ore centrali del giorno, specie se in presenza di importanti “gradienti termici verticali”, che vengono poi inaspriti dall’isolamento nei bassi strati di un “cuscino d’aria calda e umida”.hqdefaultIn questo caso l’interazione fra l’avvezione di umidità in quota, in seno al debole flusso pre-frontale in risalita dalla Grecia e dallo Ionio, e la massa d’aria piuttosto calda al suolo, hanno contribuito a fornire un notevole carburante per l’instabilità convettiva, favorendo la genesi di moti convettivi particolarmente violenti che si sarebbero spinti fino all’alta troposfera, sfondando fino alla bassa stratosfera. In queste ultime settimane le zone balcaniche erano state già interessate da altri fenomeni temporaleschi particolarmente violenti, analoghi a quello osservato lo scorso sabato nella città di Skopje. Particolarmente violento fu l’imponente “multicella temporalesca” che il 20 Giugno 2016 interessò buona parte della Serbia, causando una violentissima grandinata sulla città di Pančevo, dove vi furono ingentissimi danni.
Per approfondire http://www.meteoweb.eu/2016/08/violento-temporale-devasta-la-capitale-macedone-skopje-21-morti-per-il-forte-nubifragio/726445/#z5aK3MkdlyY1rBkU.99

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