Editoriali — 29 Ottobre 2016

29-10-2016 – Salve a tutti, aggiornamenti continui in merito alle interessantissime evoluzioni presentate dai modelli, tutte mirate a confermare quanto ipotizzato, con largo anticipo, nei precedenti editoriali in merito a una prima decade di Novembre via via più fredda e perturbata, con neve sui rilievi alpini a appenninici, dopo un inizio mite e soleggiato.

Evoluzione a scala emisferica che parte subito con aspetti davvero peculiari,con il VP alle quote troposferiche completamente frammentato(fig.1)

fig.1

gfsnh-0-120

 

A riprova della validità della previsione effettuata nei giorni scorsi, in fig.1 è stata inseritala previsione per il 30 Ottobre emessa in data 25 Ottobre dal modello americano, che si adatta perfettamente alla  evoluzione in atto; anticiclone polare ben saldo in Artico, Vortice Polare frammentato in tre distinti lobi (LS, LC, LE), con trasporto dei nuclei freddi dalle regioni polari alle medie latitudini.

Nelle emissioni odierne è presente una ulteriore importante novità, rappresentata dal mantenimento dell’assetto descritto fino al termine della corsa, per tutta la prima decade di Novembre. Ecco la previsione per il 5 Novembre, che vede un canale altopressorio che dall’Atlantico si porta fino al polo, con i nuclei gelidi in quota che dal nord Europa iniziano a scendere nel Mediterraneo (fig.2).

fig.2


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In fig.2 si nota un certo ricompattamento del VP nel settore aleutinico, che nelle precedenti emissioni preludeva a un assetto più  chiuso di tutto il VP. In data odierna però, appare davvero un evento nuovo, ancora in abbozzo, ma da seguire con attenzione; ovvero, la ripresa della spinta aleutinica dallo stretto di Bering e non solo dal settore delle Montagne Rocciose (fig.3, freccia nera in alto).

fig.3

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Tale aspetto (correlato principalmente alla fase della anomalia delle temperature del Pacifico settentrionale definita PDO, Pacific Decadal Oscillation) in passato ha rivestito un importanza fondamentale nell’innescare crisi anche di notevole portata del VP (con conseguente risposta azzorriana in Atlantico) facendoci trovare in fase con le saccature artiche (e non con il promontorio altopressorio dall’Atlantico.

Per capire il significato dei concetti espressi, ecco che i fig.3, in vortù delle dinamiche descritte, la saccatura appare centrata esattamente sull’Italia, con il cavo d’onda nel Mediterraneo e conseguente fase i intenso maltempo con neve sui rilievi intorno al 10 Dicembre, esattamente come annunciato nell’editoriale di ieri, a cui si rimanda nei dettagli.

In fig. 3 il VP appare frammentato e una vera propria colata artica può prendere le mosse dalla Scandinavia, con temperature da inverno inoltrato su tutto il continente europeo e su buona parte dell’Italia a fine prima decade d Novembre (fig.4).

fig.4

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Anomalie di temperatura alla quota di 850 hPa (1500 m) davvero notevoli per quel periodo (fig.5).

fig.5

gfs_t2ma_eu_47

 

Ancora più sorprendente il prosieguo delle odierne emissioni, con il VP in evidente crisi, “attaccato”, a scala emisferica, da ben tre onde altopressorie (three waves pattern), con la “massa inerziale” dell’anticiclone termico siberiano in piena fomrazione che contribuisce a rendere difficoltosi i tentativi di ricompattamento (fig.6).

fig.6

gfsnh-0-336

Inevitabile quindi, in tale contesto, la genesi di una probabile nuova saccatura fredda per la metà del mese  (fig.7).

fig.7

gfsnh-0-384

Riassumendo, per chi preferisce saltare i vari passaggi, le possibili linee di tendenza per la prima metà di Novembre, vengono confermate così come riportate nel precedente editoriale e qui riproposte alla luce delle odierne emissioni, risultando ancora più aderenti alla realtà:

1) Periodo 29 Ottobre – 4 Novembre – Tempo generalmente mite e soleggiato nelle regioni italiane, con disturbi transitori di moderata intensità, ma senza precipitazioni significative

2) Periodo 5-8 Novembre –  Primi afflussi freddi da nord verso la barriera alpina, con possibile peggioramento più consistente il giorno 6; maggiore ventilazione, graduale abbassamento delle temperature e possibili fenomenologie, maggiormente concentrate in Adriatico.

3) 9-14 Novembre – Arrivo di nuclei artici da nord, con traiettorie da stabilire, ma accompagnati da generale ulteriore abbassamento delle temperature e fenomenologie più diffuse, localmente intense, con possibili nevicate su Alpi e Appennino a quote medio-basse.

Rispetto a quanto enunciato ieri, nel periodo tra il 5 e 8 Ottobre il peggioramento potrebbe essere anche maggiormente incisivo, tramite un verso e proprio passaggio perturbato e freddo sull’Italia e non solo un inizio di cambiamento. Tutto pronto quindi per avere,  dopo il 5 Novembre, un periodo davvero dinamico e gradualmente più freddo nel Mediterraneo.

Per concludere, è vero che si tratta di previsioni a lunga scadenza quelle finora esposte, ma l’evoluzione mostrata parte dalle 48 h e i primi nuclei freddi stanno già affluendo nel bassopiano russo, confermando quanto ipotizzato nei giorni scorsi.

 

Ciao ciao

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Guido Vercesi

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