Editoriali — 07 Novembre 2016

06-11-2016 – Salve a tutti, proseguiamo l’aggiornamento degli editoriali in questo emozionante mese di Novembre, che ha iniziato, esattamente da giorno 5 (come da previsione), a mostrare il suo volto più perturbato.

Forte ondata di maltempo in atto nelle regioni centrali e al nordest; mentre si scrive un violento temporale si sta abbattendo su Roma e in Toscana l’Arno è in piena a causa delle forti piogge avvenute nelle ultime 24 h. Nevicate anche copiose si sono abbattute sui rilievi alpini, per adesso a quote abbastanza elevate, ma in discesa nei prossimi giorni (fig.1)

fig.1

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Cosa sta succedendo quindi??

Una massa d’aria fredda di origine nordatlantica si sta abbassando gradualmente di latitudine, dove sta andando a contrasto con la preesistente aria caldo umida subtropicale presente nel Mediterraneo. La linea di contrasto, in nottata passante soprattutto per la Toscana e golfo ligure, sta interessando ora il medio Tirreno (fig.1) dove ha innescato violenti temporali proprio sulla città Roma, tagliata in due praticamente da una intensa squall line (fig.2).

fig.2

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Ma tutto questo è solo l’inizio di un lungo periodo perturbato, generato dalla peculiare disposizione che andranno ad assumere le principali figure bariche nel comparto europeo. Il maltempo continuerà infatti anche nelle prossime 48 h, scivolando ancora verso sud, mentre al nord le temperature inizieranno a diminuire, andando sottomedia per molti giorni (fig.3).

fig.3

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In fig.3 è visualizzata l’evoluzione prevista per martedì; come si vede, in alto in figura campeggia una figura di blocco altopressoria (lettera A) che esercita la funzione di dirottamento del flusso atlantico verso il Mediterraneo, apportando peggioramenti in serie nelle nostre regioni, sebbene non così violenti come quello attuale (fig.4).

fig.4

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Tale assetto, ben visibile anche a scala emisferica, è direttamente correlato (ormai appare chiaro) alla grande copertura nevosa e alla peculiare disposizione delle anomalie termiche nel comparto euroasiatico e nel’artico siberiano, di cui si è discusso nel dettaglio nei precedenti editoriali.

La forzante del blocco euroasiatico appare al momento talmente potente che anche nelle previsini di lungo periodo non sembra che tale configurazione possa essere sbloccata tanto facilmente e, anzi, il VP potrebbe addirittura indebolirsi ulteriormente, sotto l’azione del rafforzamento della pressione nel comparto euroasiatico, con riflessi diretti in Europa.

Ecco la previsione dell’ultima emissione del modello americano dopo metà mese; altri impulsi perturbati si “tuffano” letteralmente nel Mediterraneo, sotto l’azione di dirottamento del blocco scandinavo, con la depressione islandese praticamente azzerata (fig.5).

fig.5

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Nei prossimi 7-10 giorni sarà lecito attendersi peggioramenti alquanto reiterati nelle nostre regioni, con maltempo in molte regioni, in particolare le centrali e neve, anche abbondante sui rilievi alpini, in particolare quelli occidentali (fig.6).

fig.6

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Ma la neve non sarà solo una caratteristica delle Alpi e, in parte, degli Appennini (a quote elevate in questo caso); anche buona parte dell’Europa oltre il 50° parallelo è vista essere soggetta a possibili nevicate entro i prossimi 15 giorni dal modello americano (fig.7).

fig.7

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Tutto ciò si coniuga bene con un assetto del VP debole a tutte le quote, anche in stratosfera, come le anomalie di geopotenziali alle diverse quote sembra confermare per le regioni polari (fig.8).

fig.8

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Con tali premesse le previsioni dei modello anche in troposfera non possono che evidenziare tale aspetto, con configurazioni in cui prevale una grande figura anticiclonica in sede euroasiatica e un VP frammentato in diversi lobi, passibili di giungere anche in sede mediterranea secondo le ultime proiezioni (fig.9).

fig.9

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Insomma, il periodo perturbato è iniziato, finora tutte le premesse sono state confermate dai fatti, verificheremo il seguito, non perdete gli aggiornamenti

Ciao ciao

 

Ilario Larosa   (meteogeo)

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Guido Vercesi

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