Editoriali Slider — 29 Dicembre 2022

Nel contesto di un vortice polare che si dimostra in netta salute e che promette un discreto livello di compattazione sino almeno ai primi di gennaio la speranza di vedere arrivare l’inverno, ovvero i termini di una stagione più consona al periodo, per alcuni si affida alla osservazione dell’andamento previsto di indici teleconvettivi, di vari parametri climatologici e di quanto avviene in stratosfera. Al netto del fatto che certi grossi fatti stratosferici non è affatto detto che incidano in troposfera o che incidano sul tempo dell’europa e del mediterraneo guardare l’andamento del vortice polare stratosferico non è certo un peccato. La storia ci insegna, al riguardo, ad essere, però, sempre molto cauti, perché ci ricorda di tanti promettenti major stratwarming che non ci hanno considerato di striscio; ma ci ricorda anche che, in qualche caso, gli stessi major sono quelli che hanno determinato eventi freddi come quello del gennaio 1985, o anche, in anni molto più recenti, la breve fase siberiana del fine febbraio 2018. E se è vero che certi andamenti stratosferici possono far sperare in qualcosa che somigli, non tanto al sopraggiungere di eventi freddi del genere ma, quanto meno, al sopraggiungere di fasi da considerare come invernali, va detto che l’attuale osservazione di quanto, nel merito, ci propongono prestigiose analisi come la NCEP/GFS, di spunti di interesse ne offre davvero pochi. Come il VPT anche il signor VPS mostra di risultare alquanto solido per molto giorni, anche se con la possibilità di un suo disturbo apprezzabile per un processo di moderato graduale riscaldamento in sede pacifico/asiatica a partire dai giorni 4/5 gennaio. Per le speranze dei freddisti che si appellano ai major stratwarming davvero troppo poco. Ciò detto non bisogna neanche considerare che le fasi fredde siano per forza legate ai riscaldamenti stratosferici; tutt’altro. Il più spesso, infatti, le medesime si svolgono senza trovare alcun riscontro stratosferico. Nel frattempo, dulcis in fundo, le ultime emissioni dei modelli fanno sparire, o quasi, dai radar, quella minima possibilità di un cambio stagionale in senso invernale che, alcuni di essi, avevano ipotizzato a partire dai giorni 5/6 gennaio, rimandando ulteriormente la faccenda a chissà quando. Ho disegnato quanto, in termini di isoterme (dal rosso dei -30 al blu dei -80) del VPS di 10hPa, NCEP/GFS prevede da qui a 240 ore, fissando il trend in tre step ed a schematizzare quanto sopra descritto…

Pierangelo Perelli

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