Editoriali Slider — 23 Giugno 2019

Per quanto mi diverta a disegnare le mappe meteo, da freddista non posso certo entusiasmarmi nel disegnare una mappa che sottintende una fase ben calda. Ad un esame approfondito delle analisi, tuttavia, non tutto sembra risultare così drammatico, soprattutto in virtù di una dinamica meridiana che potrebbe localizzare i massimi della notevole spinta africana moderatamente ad ovest rispetto alla penisola. Non che questa dinamica sia in grado di risparmiarci in modo elevato la medesima onda di calore. Ma è chiaro che tra godere di una termica di 20 °C / 850 hPa (a circa 1.500 mt) e godere di una corrispondente termica di 24/28 °C la sua brava differenza c’è. Le cose che vanno maturando sono, sostanzialmente, quelle di un jet stream oceanico in forte deviazione meridiana verso le alte latitudini e l’approfondimento contemporaneo di un profondo cut-off atlantico, esemplare per vorticizzazione e ristagno. Una siffatta evoluzione non capita tutti i giorni e, se capita, ahimé, non può non produrre una decisa spinta dinamica del sub-tropicale in sede afro-mediterranea. Ecco che il ramo africano dello stesso sub-tropicale, libero dalla forzatura zonale, può spingersi verso nord, ad estendere la sua influenza sul continente sino a latitudini relativamente elevate. In questo caso, detta intraprendenza, però e come detto, sembra voler coinvolgere più direttamente la fascia che abbraccia baleari, iberia e francia, evidentemente destinate a gradazioni bariche in quota, e termiche di conseguenza, davvero elevate. La nostra penisola, un pò sul margine orientale di tale spinta, a sua volta, potrebbe essere costretta a subire la fase calda ma con massimi, per quanto di rispetto sul nord e centrali tirreniche, non così inquietanti. Il disegno della situazione prevista in quota (colori) ed al suolo (linee bianche) a metà settimana mostra l’espansione suddetta (freccia rossa di destra), ma, nel contempo, ne mostra la dinamica sud/nord o sud-ovest/nord-est a cui si associa la classica risposta semi-retrograda di matrice orientale, in primis su egeo e mediterraneo centrale. Un elemento, questo, non trascurabile, e, quanto meno, capace, forse, di regalarci temperature meno spauracchio (speriamo)…

Pierangelo Perelli

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