Stabilire la durata e l’intensità del caldo che farà nei prossimi giorni non è semplice. Al netto della rimonta di un promontorio dinamico del sub-tropicale il caldo associato dei bassi strati è funzione della esatta disposizione del promontorio e dei suoi valori di geopotenziale. Il maggiore apporto al suddetto caldo è legato alla subsidenza, che, generalmente e per ragioni di dinamica legata ai concetti di convergenza e divergenza, si presenta in corrispondenza del promontorio in quota e lungo una direttrice inclinata verso oriente o nord-est, dalla quota al suolo. L’apporto legato alla avvezione calda, che coinvolge le quote superiori, è minore ma va anch’esso considerato, presente in questo caso più sulla parte ovest del promontorio. Il mio disegno della situazione generale intorno ai giorni 22/23 ci presenta ancora la configurazione anticiclonica foriera di questa fase nettamente di segno estivo, segno di una fase di una certa durata o di una certa persistenza. Ci presenta, però e nel contempo, anche qualcosa che un pò si differenzia dal regime euro-atlantico di una sacca in oceano e di un promontorio sul continente quale quello dei prossimi giorni. E questo in relazione al fatto, per come già visto in precedenza, che in prospettiva medio-lungo termine, si abbia una ridistribuzione del sub-tropicale in termini più omogenei, con un aumento del geopotenziale in atlantico, con una affermazione azzorriana in quella sede, e con un ridimensionamento, almeno in termini di estensione in latitudine, del promontorio sul continente. Nel medesimo disegno, che è eloquente nell’indicare questa evoluzione, ho disegnato, con le frecce, i jet streak, con l’accelerazione del jet stream sull’atlantico all’altezza della latitudine delle isole britanniche, quale segno dell’aumento dell’indice NAO e dell’indice zonale oceanico, conforme alla possibilità di una configurazione tendenzialmente più azzorriana anche sul mediterraneo. Purtroppo, però, e lo notiamo sempre nel disegno, può essere che l’affermazione mediterranea di un regime azzorriano e più mite, venga ad essere ostacolata da un profilo che vede una falla, in veste di semi cut-off, sul vicino atlantico iberico, tale da mantenere viva una azione positiva dinamica del ramo africano. Per le speranze di coloro che non amano il caldo, e che non amano soprattutto il caldo dettato dalle rimonte dinamiche africane, sono, comunque, da considerare alcuni aspetti. La prima speranza è che nel corso di tutta la fase i valori di geopotenziale più elevati si distribuiscano e si mantengano distribuiti un pò ad ovest ed all’altezza dell’iberia: la seconda speranza è che la rimonta sub-tropicale anche in oceano di inizio terza decade possa, in qualche modo, riuscire a ridimensionare l’apporto africano. Tra speranze illusorie e meno illusorie o più giustificate naturalmente vedremo…
Pierangelo Perelli






























