Per come ci indica il mio disegno della situazione generale prevista intorno ai giorni 27/28 da ECMWF l’azione anticiclonica dinamica dominante tende effettivamente ad acquisire, secondo l’evoluzione intravista in precedenza, un profilo meridiano più accentuato. In genere si tratta di un processo che tende anche a rendere più fragile la medesima configurazione; per es. ad aprire alla possibilità di azioni retrograde. Per farsi l’idea, però, di certe possibilità occorre sempre guardare ben oltre i confini della medesima struttura. Tant’è che se osserviamo quanto sembra dover accadere in atlantico osserviamo un forcing o una figura jet streak, rappresentata dalle frecce illustrative dell’andamento del jet stream, che spinge in senso zonale e che, piuttosto che deporre a favore di muri di blocco in rinforzo depone a favore del contrario. Per quanto l’esame della evoluzione di questa fase sub-tropicale continui a risultare assai problematica, con i vari modelli che alternano trend differenti e che non presentano grande uniformità di vedute, la situazione del medio o del medio-lungo qui indicata fornisce la speranza che tra la fine del mese e l’inizio di luglio si possa avere uno sblocco a favore di infiltrazioni oceaniche. E se, nel contempo, il modesto jet streak che abbraccia la cresta del promontorio ci racconta di una sua relativa stabilità è altrettanto vero che i giorni successivi di ECMWF prevedono il deciso imporsi del flusso zonale e di un jet stream che tende a proporre un teso flusso ovest/est o nord-ovest/sud-est, diretto dal medio-nord atlantico all’europa centro-occidentale. Sperare che si abbia, di conseguenza, un cambio deciso e duraturo, con rimonte azzorriane e mosse perturbato atlantiche a latitudini continentali relativamente basse, rimane, tuttavia, e per quanto giustificata, una speranza. E questo anche perché altri accreditati modelli ci indicano cose ben differenti, come ad es. il solito atlantico che, anziché spingere verso est, finisce per affondare a largo e continuare ad alimentare rimonte afro-mediterranee. Per cui vedremo…
Pierangelo Perelli






























