Editoriali Slider — 01 ottobre 2017
I valori barici positivi, che ancora interessano l’europa nord-orientale, sono l’eredità o lo strascico di un contesto ad influenza continentale retrograda che ci ha interessato nei giorni scorsi e che, ora, tende a cedere il passo

Infiltrazioni di aria umida ed instabile, collegate alla circolazione depressionaria dislocata sull’europa nord-occidentale e frenata alle latitudini medio-alte (simbologia delle linee e delle frecce), in questa situazione possono trovare ancora il modo di scivolare verso sud e produrre fasi di tempo incerto, ma tendono, nei prossimi giorni, ad essere sempre di più spinte verso oriente.

La spallata progressiva di un azzorriano deciso a conquistare, seppur temporaneamente, parte del mediterraneo può, in effetti, prima relegare dette infiltrazioni al nostro estremo nord-est e poi allontanarle in un modo più deciso. Il temporaneo ripristino suddetto, maturo intorno alla metà della settimana (il disegno generale è rappresentativo della situazione in quota prevista per giovedi 5), potrebbe poi, però, dover fare i conti con un certo nuovo ritiro delle azzorre, possibile nel corso della seconda parte della settimana, ed in grado di riaprire spazi, questa volta in un disegno oceanico a tutto tondo e senza segni di matrice continentale influenti, a nuove infiltrazioni settentrionali ed atlantiche…

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Pierangelo Perelli

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