Meteo & Salute — 29 Ottobre 2014

La scoperta dell’unità di Microbiologia e virologia del dipartimento di Medicina clinica e sperimentale dell’università di Parma. I ricercatori: “La circolazione di virus influenzali non sia limitata alla sola stagione invernale”.
Un ceppo di virus influenza di specie A è stato isolato e identificato il 22 ottobre, alle porte del picco epidemico, dal tampone faringeo di un bambino di 18 mesi, ricoverato nell’Azienda ospedaliero-universitaria di Parma con sospetta infezione delle alte vie respiratorie che accusava sintomi di faringite.

L’identificazione è avvenuta nel laboratorio di Isolamento e identificazione agenti virali in sinergia con il laboratorio di Virologia molecolare dell’unità operativa di Virologia dell’azienda ospedaliero-universitaria di Parma, diretta dalla profesoressa Adriana Calderaro.

Il virus influenza di specie A causa infezione e malattia nell’uomo con circolazione ed episodi epidemici ricorrenti e generalmente collocati nella stagione invernale nei Paesi a clima temperato. Questo primo caso di influenza A, identificato con anticipo rispetto alla stagione epidemica, dimostra come la circolazione di tali virus sia continua tutto l’anno.

In tale ottica, il risultato ottenuto dall’unità di Microbiologia e di virologia è “molto rilevante non solo dal punto di vista diagnostico, ma anche dal punto di vista epidemiologico, perché sottolinea come la circolazione di virus influenzali non sia limitata alla sola stagione invernale, in cui si concentra il picco epidemico, ma si estenda a tutti i periodi dell’anno, causando casi di malattia in soggetti, come i bambini, che non avendo fatto esperienza di precedenti infezioni con tali virus, sono più suscettibili degli adulti ad ammalare e di solito rappresentano i primi casi di influenza della stagione epidemica” spiega una nota.

La continua circolazione di questi virus “favorisce ulteriormente la comparsa di nuove varianti virali che, generalmente, segnano l’inizio della successiva stagione epidemica invernale”.

E di rilievo è anche la possibile emergenza di ceppi virali con nuove caratteristiche antigeniche, in grado di sostenere episodi epidemici di più vaste dimensioni e anche vere e proprie pandemie. Il precoce isolamento di tali virus nei primi casi di malattia, come avvenuto in questa occasione, consente di agevolare tali studi di carattere epidemiologico.

La peculiare epidemiologia del virus influenza – conclude il comunicato – “sottolinea la necessità di attuare controlli puntuali e di applicare metodi diagnostici sofisticati e relativi controlli di qualità”, quali quelli in uso all’unità di Microbiologia

e virologia dell’università di Parma, dove questi strumenti sono impiegati da ricercatori noti alla comunità scientifica internazionale come esperti della biologia di virus influenzali e dei rapporti tra tali virus e l’organismo ospite. Grazie a queste competenze scientifiche disponibili nell’ateneo di Parma, “si è stati in grado di permettere il rilevamento di questo importante agente di infezione in maniera precoce ed accurata”.
Fonte:repubblica.it143528216-29d4f655-4216-4732-8152-a25df6f1aa8d

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fabio porro

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