Meteo & Salute — 27 Luglio 2016
Memento…

Ogni qual volta abbiamo lasciato per qualche ora in estate in pieno giorno l’auto al sole, appena entriamo nell’abitacolo il caldo è soffocante, il volante, anche se in pelle,  rischia di ustionarci le mano, peggio che mai le parti metalliche. Pensate: si possono raggiungere all’interno dell’auto  fino a 60 gradi nell’arco di appena un’ora!.

 Ma come mai?

Ebbene da una parte vi è in estete la forte quantità di calore solare in arrivo su 1  metro quadrato, specie nelle ore centrali del giorno (in Italia in luglio fino a 3000 calorie per metro quadrato).

Ma dall’altra vi è la complicità dell’effetto serra ovvero l’auto si comporta come una serra: lascia passare la luce solare ma impedisce l’uscita del calore riemesso sotto forma di energia invisibile nell’infrarosso (irraggiamento). Se tale energia invisibile avesse la capacità di essere completamente dispersa al di fuori dell’abitacolo, la temperature interna  dell’auto non subirebbe variazioni di rilievo. Ma in realtà, da una parte,  tali raggi calorici invisibili emessi dalla superfici interne riscaldate dell’abitacolo subiscono, per riflessione, una serie di rimbalzi multipli all’interno della vettura, e quindi la maggior parte rimane intrappolata dentro l’abitacolo stesso.  Per di più i vetri esplicano  un effetto sera  ovvero lascino passare la luce solare ma impediscono la fuoriuscita di gran parte della radiazione invisibile emessa dall’abitacolo.  Quindi  finché l’auto è esposta al sole tale calore rimane intrappolato all’interno sale gradualmente e di pari passo sale la temperatura.

E ‘quindi assolutamente impensabile lasciare una persona (in particolare un bambino) o il proprio animale domestico in una lunga attesa, anche solo di mezz’ora,  in un auto chiusa. Nemmeno  all’ombra, perché il sole ruota e ciò che un’ora prima era all’ombra, poi può trovarsi improvvisamente al sole. A ciò si aggiunga che magari di pensava di lasciare l’auto al sole per pochi  minuti ma poi qualche imprevisto vi potrebbe trattenere fuori più a lungo di quanto inizialmente pensavate.

Ecco perché ogni anno la cronaca estiva purtroppo riposta casi fatali di bambini,  o molto più spesso cani, uccisi per essere rimasti troppo a lungo dentro l’auto esposta al sole.

Fonte: www.meteogiuliacci.ituntitled

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fabio porro

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