Editoriali — 07 Gennaio 2016

La fase di tempo perturbato con piogge  su gran parte d’Italia, nevicate deboli sulle Alpi e freddo al Nord si concluderà probabilmente il 7 gennaio.

Poi si intravedono per sommi capi tre distinte fasi.

1. Prima fase tra l’8 e l’10 gennaio

Breve comparsa dell’anticiclone nord africano   e temperature  di nuovo al di sopra  della media.

2. seconda fase  dall’11 al 15 gennaio

Tornano le piovose perturbazioni atlantiche ma sono a prevalente  componente occidentali e quindi alquanto miti tanto che  le temperature scendono ma tornano nella norma.

3. fase tra il 16 e il 20 gennaio

Entra probabilmente in  scena il vortice polare.

Infatti dalla figura in home page che mostra correnti e temperature  del vortice polare stratosferico (VPS) alla quota di 100 hPa (16 km ca)  alla data del 13 gennaio – è evidente che il VPS è stato spodestato dalla sua sede verso l’emisfero opposto (“splitting”) per una invasione netta verso il Polo nord (puntino rosso) da parte dell’anticiclone Canadese, il quale, come tutti gli anticicloni “freddi” (generati dal raffreddamento invernale  del suolo),  è in realtà “caldo” oltre i 4-6 km di atmosfera.

Quindi è presumibile che intorno al 13 gennaio il vortice polare sia stato defenestrato dal polo per  effetto del surriscaldamento della stratosfera polare  (Stratwarming) da parte dell’anticiclone Canadese.

La figura 5 mostra che l’azione di strawarming è ancora in atto come mostra la forte avvezione calda ancora presente il giorno 13 gennaio dal Canada verso il polo (freccia rossa) e che quindi lo splitting  del VPS verso l’area europea è  da prevedere ancora in intensificazione  nei giorni immediatamente successivi al 13 gennaio.

L’asse di saccatura di VPS proteso  dalla Scandinavia verso le Isole Britanniche, potrebbe  raggiungere Il Nordovest europeo già intorno al 15 gennaio per poi portarsi a ridosso dell’ Alpi notaro al 17-19 gennaio.

Se fosse così saremmo di fronte al seconda assalto dell’inverno alla  nostra penisola, i cui sviluppi però non possono essere descritti oggi perché, data il lungo intervallo.

Fonte: meteogiuliacci.it
Fig_5%20vortice%20polare_1

Share

About Author

(0) Readers Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Informativa sui cookie. Continuando la navigazione ne accetti l'utilizzo maggiori informazioni

Non utilizziamo alcun cookie di profilazione. Sono utilizzati cookie legati alla presenza di plugin di terze parti. Se vuoi saperne di più sul loro utilizzo e leggere come disabilitarne l’uso, leggi la nostraINFORMATIVA

Chiudi