Ambiente, territorio & dissesti — 16 Giugno 2015

 

Invitiamo tutti alla massima condivisione;

NASA: i primi cinque mesi del 2015 sono i più caldi mai registrati da quando si raccolgono i dati sul clima globale.
tratto da robertscribbler.wordpress.com
Redazione Blue Planet Heart

I dati della Nasa di oggi se non sono allarmanti, rappresentano davverto un qualcosa di estremamente impressionante: le temperature globali registrate da gennaio a maggio sono le più calde rispetto a qualsiasi periodo di riferimeno, e con un margine molto significativo.

Secondo la divisione GISS della NASA , maggio 2015 è stato di 0,71 C più caldo rispetto alla media del 20° secolo, secondo solo al mese di maggio del 2012, in una striscia di dati iniziata nel 1880. Ma, soprattutto, mettendo insieme le medie di Gennaio (+0,75 C), Febbraio (0,82 C), Marzo (0,84 C), Aprile (0,71 C) e ora maggio, i primi cinque mesi del 2015 formano un +0,766 C sopra le medie del 20 ° secolo, addirittura di circa 0.96 C al di sopra dei valori medi dal 1880, un livello che ci avvicina rapidamente alla soglia 1° C e ad impatti climatici di gran lunga più pericolosi che potranno poi svilupparsi e manifestarsi.

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Se il 2015 dovesse mantenere tali livelli di riscaldamento, il risultato finale apparirebbe in linea con il valore della stella sulla tabella qui sopra. E la prima metà di giugno sta mostrando già valori di 0,7-0,85 C più caldi rispetto alle medie del ventesimo secolo e,  con un crescente El Nino nel Pacifico equatoriale, sembra altamente possibile, anzi probabile, che gli attuali livelli di riscaldamento atmosferico potrebbero essere mantenuti o addirittura superati  prima della fine dell’anno.

Per capire meglio i parametri di riferimento, un aumento di 0,76° C è di 0,15° C più caldo rispetto all’anno del Super El Nino del 1998 , un brutto schiaffo quindi per i negazionisti del riscaldamento globale. […] Ma i dati NOAA sono sorprendentemente chiari come si vede nel grafico sottostante che in particolare non include i nuovi dati del 2015:

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(lo studio NOAA mostra che il ritmo del riscaldamento globale si è mantenuto stabile o è addirittura aumentato negli ultimi 35 anni.)

L’accumulo di calore neglio oceani

Naturalmente, qualsiasi osservatore razionale, prestando attenzione all’accumulo di calore nei primi 2000 metri di profondità negli oceani nel mondo o alla sempre più rapida destabilizzazione dei ghiacciai in Groenlandia e Antartide, già poteva comprendere che parlare di pausa sarebbe stato molto probabilmente, nella migliore delle ipotesi, un scherzo di cattivo gusto. L’oceano finisce per inglobare la maggiore parte del calore dei gas serra, in quantità pari a più del 93,4 per cento del calore generato dalle emissioni di combustibili fossili uman, che finisce poi nel mare. Questa quantità enorme di calore è destinata a tornare in circolo e ad avere un impatto sia sui ghiacciai che sull’atmosfera, anche se i tassi di riscaldamento in uno di questi sistemi più piccoli si erano arrestati  per la gioia dei negazionisti.

Contenuto termico degli oceani del pianeta dal 1958 come indicato dalla NOAA NODC,  che mostra un accumulo di calore straordinario e una preoccupante curva verso l’alto alla fine del grafico.)

Invece, vediamo un tasso nettamente più veloce del riscaldamento degli oceani che, se interagirà in maniera pesante con il forte El Nino in atto nel Pacifico, e se si combinasse con i gas a effetto serra che, se si dovessero mantenere nella gamma compresa tra i 400 ppm  e i 480 ppm di CO2, permetterebbero addirittura un ulteriore aumento di questo calore inquietante.

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Fabio Fornara

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