Editoriali — 20 Giugno 2016

19-06-2016 – Salve  a tutti, giornata movimentatissima dal punto di vista meteorologico, un vortice colmo di aria fredda ha fatto irruzione in nottata nel Mediterraneo centrale, con il minimo in quota collocato, nell’arco della giornata, proprio sopra le nostre teste, tra golfo ligure, Toscana e, tra poco, Lazio (fig.1).

fig.1

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La dinamica descritta, annunciata da giorni, non ha tradito le aspettative in merito alle fenomenologie indotte, rappresentate da intensi e diffusi temporali che, esattamente come da previsione, hanno colpito soprattutto i settori interni della penisola e soprattutto nel pomeriggio, ma non solo ovviamente.

Ecco di seguito l’animazione satellitare che evidenzia come, nelle prime ore del pomeriggio, sia presente un diffuso sviluppo di imponenti nubi temporalesche nei settori appenninici, in ampio sconfinamento in Adriatico, con ampio interessamento delle regioni centrali, mentre altri fenomeni interessavano in contemporanea i settori compresi tra Emilia, Toscana settentrionale e Liguria (fig.2).

fig.2

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Particolarmente imponente l’ammasso nuvoloso nelle regioni centrali, responsabile di violente grandinate tra Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo (ora anche Toscana probabilmente).

 Quali sono le ragioni di una tale peculiare dinamica delle fenomenologie descritte?? Cosa succederà nei prossimi giorni??

Apriamo una breve parentesi a riguardo, per chi ha la pazienza di seguire.

 La causa innescante del maltempo di queste ore, ma anche di questi giorni, è la presenza di aria piuttosto fredda in quota, nella media troposfera (oltre i 2000-3000 m).

Nella giornata di oggi, la presenza del nucleo freddo in quota è stata particolarmente evidente. Il transito della massa d’aria descritta sulla terraferma (o meglio sulla verticale delle nostre regioni), fortemente riscaldata dai raggi solari estivi, genera un forte squilibrio verticale nella colonna d’aria sopra le nostre teste. In sostanza, in quota” c’è aria più fredda di quella che ci dovrebbe essere“.

Aria più fredda significa, a parità di altre condizioni, più densa, troppo densa per restare a quella quota con l’aria calda che tende a salire dai bassi strati. A quel punto, ciò che sta sopra deve finire in basso (per gravità, pesa di più) e da lì partono moti verticali (convettivi) responsabili della formazione di nubi imponenti, come quelle viste nell’animazione in fig.2.

La presenza dei rilievi, in tal senso, amplifica poi le dinamiche descritte perchè genera superfici surriscaldate alle alte quote, dove l’aria è ancora più fredda, incentivando i contrasti e l’intensità dei moti convettivi.

Ecco perchè i temporali si generano, in tali condizioni, in prevalenza sui monti, per poi spostarsi altrove spinti dalle correnti in quota…e gli esiti oggi sono stati davvero eclatanti.

Ecco due immagini che evidenziano quanto accaduto. La prima è riferita alle montagne della Ciociaria, al confine con l’Abruzzo, imbiancate dalla grandine, caduta in abbondanza nei rilievi del centro (fig.3, foto di Maria Cristina Zoppa).

fig.3

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 La seconda invece riporta una reale nevicata odierna, sul Gran Sasso, al rifugio Ferretti, a 2433 m s.l.m. da cui si vede come le nevicate si siano spinte più i basso, intorno i 2000 m s.l.m. come descritto in questo editoriale un settimana fa.

 (fig.4 di Emanuele Valeri)

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Questa invece è una foto realizzata dallo scrivente con un rovescio isolato ma intensissimo sul centro di Genova (fig.5)

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Cosa succederà adesso??

L’instabilità sarà dura a morire, ma il tempo andrà lentamente migliorando, a iniziare da nord, duramente colpito dai temporali nei giorni scorsi. Intanto, nel frattempo, il vortice freddo, per quanto attenuato, sarà ancora presente nelle regioni centrali (fig.6).

fig.5

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Annesse al vortice, le fenomenologie nelle centrali saranno ancora diffuse nel pomeriggio, con temporali localmente intensi, particolarmente presenti tra al confine tra Toscana, Romagna e Umbria (fig.7).

fig.6

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In ogni caso, ancora una volta le centrali ma anche il nordest saranno battute da piogge e temporali fino alle prime ore della sera, a partire del pomeriggio.

Successivamente, il tempo finalmente migliorerà al nord, ma la goccia fredda, come spesso capita, morirà lentamente sul posto,isolandosi nelle estreme regioni meridionali, con nuova instabilità e temporali anche al sud (fig.6).

fig.6

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Arriverà quindi il caldo??

Al nord sicuramente ci saranno delle giornate tipicamente estive a partire da mercoledì, ma non c’è ancora una parvenza reale dell’affermazione duratura e incontrastata di una figura anticiclonica nel Mediterraneo, per adesso ci saranno ancora alternanze caldo-freddo, meno crude di adesso, ma presenti, ne parleremo nei prossimi giorni.

Ciao ciao

Ilario Larosa (meteogeo)

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Guido Vercesi

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