Editoriali — 14 Settembre 2015

14-09-2015 – Salve a tutti; dopo un week-end molto movimentato dal punto di vista meteorologico, dove purtroppo gli eventi alluvionali previsti nei giorni scorsi si sono puntualmente verificati (per i dettagli consultare gli articoli in home), facciamo il punto in merito a quanto previsto dai modelli, partendo come sempre dalla situazione attuale.

Tempo in miglioramento su quasi tutte le regioni italiane, ad eccezione del nordest, posto lungo la direttrice del maltempo (che ieri ha interessato la Liguria e il crinale emiliano), dove sono in atto temporali anche di forte intensità tra Veneto e Friuli (fig.1).

fig.1

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Le cellule temporalesche sono piuttosto intense, come si evince da radar, ma le temperature, in tale contesto, non sono diminuite e, anzi, tendono a risalire su tutte le regioni, ma in particolare al centrosud, dove già oggi si sono superati i 30° C e aumenteranno ancora nei prossimi giorni

 

 

 

Per capire cosa stia succedendo nel comparto europeo e, in particolare, nel Mediterraneo, occorre partire dall’analisi delle configurazioni attuali in quota soprattutto, come spesso accade in questa sede, dall’analisi del tracciato della corrente a getto (fig.4).

fig.4

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Come si vede dalla fig.4, al momento, il nord Italia è attraversato da un potente flusso in quota legato alla corrente a getto polare, responsabile delle intense fenomenologie che si sono sviluppate lungo la direttrice che dalla Liguria centrorientale giunge al nordest. All’interno di tale flusso è presente un’ampia struttura depressionaria, appendice della circolazione generale del Vortice Polare (fig.5).

fig.5

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Nei prossimi giorni, grazie anche al continuo afflusso di aria fredda dalle regioni artiche lungo il bordo occidentale della struttura, la depressione affonderà ancora di più in Atlantico, compiendo un movimento antiorario sul proprio asse e, in sostanza, indietreggiando verso ovest (fig.6).

fig.6

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Il risultato di tale dinamica consisterà, come si vede in fig.6, nella risalita del getto polare verso nord nel comparto europeo, fino alla Scandinavia, mentre nelle nostre regioni centromeridionali si aprirà la strada a una cospicua risalita di aria calda dall’entroterra africano (fig.7).

fig.7

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Le termiche previste, nel caso specifico (fig.7) sono davvero estive per il centrosud, con la +20° C a 850 hPa che giunge fino alla Romania, passando per le nostre regioni. In tal senso, tra mercoledì e giovedì, le temperature in alcune località del meridione potrebbero toccare i 35° C, specialmente nelle località sottovento in presenza di sostenuta ventilazione dai quadranti meridionali (Palermo, Catania e Foggia ad esempio). Sempre dalle figure 6 e 7 si evince, inoltre, come le regioni settentrionali, soprattutto il nordovest, resteranno ancora sotto l’influenza della depressione Atlantica e, in virtù degli accesi contrasti termici che si verranno a creare con il vicino Atlantico, non sono esclusi fenomeni di una certa intensità tra Liguria e Prealpi occidentali nei prossimi giorni.

A questo punto però, nel prosieguo della evoluzione settembrina, alcune premesse formulate nei precedenti editoriali prendono corpo. La rimonta calda africana, così come descritta dai modelli, non possiede le caratteristiche per permanere a lungo, risultando inserita nel treno d’onda delle grandi ondulazioni delle correnti occidentali. In sostanza, la rimonta calda africana rappresenta il promontorio anticiclonico a cui fa da contraltare, in Atlantico, la saccatura attualmenente reponsabile del maltempo. Tale saccatura, grazie a una nuova rimonta anticiclonica azzorriana in Atlantico, si metterà in moto verso est, relegando il caldo verso l’Egeo e facendo giungere un nuovo affondo Atlantico, questa volta diretto proprio verso la penisola italiana, alla fine della seconda decade, nel prossimo week-end (fig.8).

fig.8

 

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Davvero didattica l’analisi emisferica in fig.8, in cui si vede bene il treno d’onda che parte dal Labrador che, grazie a un affondo del Vortice Polare, innesca il movimento verso est delle altre figure bariche e fa giungere instabilità e freddo nelle regioni italiane. Ancora più significativo il prosieguo, dove le strutture anticicloniche e depressionarie esasperano sempre di più le ondulazioni meridiane isolando, rispettivamente, figure di blocco e gocce fredde nel comparto europeo, con l’Italia interessata da un nucleo freddo a tutte le quote (fig.9).

fig.9

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Insomma, una seconda parte di Settembre molto dinamica, in cui prende sempre più evidenza la grande attività dell’onda anticiclonica azzorriana (wave 2 troposferica) che sembra voler influenzare decisamente le sorti di questo inizio autunno; prima lascia passare una nuova saccatura dall’Atlantico (fig.10).

fig.10

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Poi riparte verso la Scandinavia, a chiudere un’ ampia goccia fredda centrata nel settore alpino (fig.11).

fig.11

 

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Sulla base di queste premesse, le dinamiche per l’autunno appena iniziato sembrano essere alquanto positive per le nostre regioni, tempo dinamico, anche fresco e ricco di colpi di scena; intanto, ci aspettano però alcuni giorni piuttosto caldi per molte regioni.

Ciao ciao

 

Ilario Larosa (meteogeo)

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Guido Vercesi

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