La meteo è una delle materie maggiormente sensibile e soggetta al fenomeno dei ciarlatani. Di bischerate se ne vedono e se ne leggono, come quelle di chi insiste nel non considerare i gas serra come tali, che è come ammettere, con vigore e convinzione, che non esiste la forza di gravità o che il cielo non è azzurro. Complimenti, a chi fa detto teatro e, soprattutto, a chi lo alimenta interagendo con esso, condividendolo ed apprezzandolo. Venendo a trattare le cose con un minimo di rigore tecnico e logico e della situazione, possiamo dire che si conferma il cambio segnalato, ed un cambio nel segno di una sorta di passaggio di consegne tra la faccia afro-mediterranea del sub-tropicale e quella atlantica. E’ molto probabile che tutto questo non possa rappresentare un vero break, ma l’affermazione di una figura anticiclonica a tutte le quote in oceano non può, comunque, che finire per fornire una mitizzazione, con la possibilità di un incremento di instabilità, e persino con la possibilità di un transito perturbato temporalesco da nord-ovest a sud-est proprio nel corso dei primi del mese. Trattando di fenomeni temporaleschi non si può non considerare la fenomenologia che ha interessato le regioni alpine e, soprattutto, il piemonte, nella serata di ieri, venendo a determinare su questa regione qualcosa di assimilabile ad un vero e proprio sistema convettivo a mesoscala. Una fenomenologia da ascrivere certamente al rinnovato forcing atlantico in atto destinato a produrre la mitizzazione sopra indicata, ma anche, e più direttamente, all’associato corso temporaneo di una moderata sacca iberica in spostamento verso nord-est ed in grado di attivare, proprio sul nord-ovest italico e nella tipica veste dell’instabilità pre-frontale, elementi favorevoli all’attività temporalesca, quali la divergenza in quota sul flusso sud-occidentale della saccatura e il fluire, sempre in quota, di aria relativamente fredda sulla massa di aria calda ed umida dei bassi strati. Il disegno della situazione prevista intorno ai giorni 2/3, con la simbologia che marca il profilo di una isoipsa di riferimento, è assai indicativo di una disposizione anticiclonica azzorriana solida in oceano e nella forma della tipica configurazione che favorisce infiltrazioni sul mediterraneo centro-orientale. Una situazione ben diversa da quella ancora presente e foriera del grande caldo di cui sappiamo. Ma durerà? Beh, va detto che le indicazioni dei vari modelli non offrono, al momento ed in tal senso, particolari certezze. Si può ammettere la possibilità che, dopo il transito instabile dei primissimi di luglio, l’alta pressione tenda, per come ci indica nel disegno l’evoluzione della isoipsa di riferimento ed il suo profilo riferito ai giorni 5/6, a richiudere la falla medesima con una estensione da ovest in un quadro sempre e comunque meno caldo dell’attuale perché caratterizzato da massimi presenti relativamente ad ovest ed in area iberica o sull’ovest del continente. Ma poi, soprattutto in relazione al lungo termine, non si può dire di più…
Pierangelo Perelli






























