Editoriali Slider — 18 Febbraio 2024

C’è ancora tempo per le conferme ma si può cominciare a ritenere che, al netto di un certo graduale abbassamento dei valori barici in sede mediterranea già prima, una svolta meteo degna di tale nome l’avremo intorno ai giorni di metà terza decade. Nei prossimi giorni l’anticiclone comincerà a ritirarsi verso occidente favorendo un minimo di infiltrazioni da nord o nord-ovest. In direzione di metà terza decade osserveremo quindi un disporsi dei flussi e dei centri barici in preparazione della nuova suddetta fase, di netto segno nord-atlantico se non proprio artico-marittimo. Se si tratterà poi anche di qualcosa che prelude al contesto di un afflusso freddo in piena regola, con relativa sbuffata nord-orientale, lo vedremo. In ogni caso, di sicuro, quanto mostrano le mappe di previsione per quei giorni corrisponde al classico profilo di una ondulazione marcata con rimonta in oceano ed affondo in sede continentale sino al mediterraneo. Siffatto profilo segna una destabilizzazione generalizzata, nonché una progressione di impulsi del nord-atlantico, nord-ovest/sud-est o nord/sud, senza meno tendenzialmente forieri di venti settentrionali e di riduzioni termiche. Per il freddo vero tutto questo, naturalmente, non basta. Ma la fisionomia che dette situazioni producono è certamente e comunque di tipo invernale. Ed inoltre le medesime possono sfociare, secondo una delle loro possibili fisiologiche evoluzioni, nel quadro di una circolazione che attira aria fredda continentale. Di fatto l’ipotesi che l’affondo relativo vada in chiusura e si disegni nella forma di un esteso nucleo freddo, disposto tra europa centrale e mediterraneo ed associato a depressione mediterranea, da certi importanti modelli è indicata. E’ indicata, peraltro, non proprio nelle vesti di una significativa apertura a correnti provenienti dai quadranti orientali, quanto piuttosto in quelle di un cut-off, nonché in quelle di qualcosa che, sotto i colpi di un forcing zonale poco disposto ad arrendersi in modo netto, non appare così stabile o duraturo. Per cui potrebbe, alla fine, trattarsi di un episodio invernale moderato e di breve durata. Tuttavia vedremo. Il disegno identifica la situazione generale prevista intorno ai giorni 25/26 e marca, in modo netto, l’ampia ondulazione e l’affondo nord-atlantico o artico-marittimo sopra descritto. certamente, indicativi di un finale di mese deciso, forse, a mostrare qualcosa di attinente ad un pò di inverno e a quell’inverno che, mai o quasi mai, si è visto…

Pierangelo Perelli

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