Editoriali Slider — 13 settembre 2018

La cosidetta estate settembrina prosegue il suo corso senza eccessi di sub-tropicale, e con modeste oscillazioni che vedono lo stesso anticiclone lasciare spazio a qualche infiltrazione da occidente. Dopo la moderata crisi in atto lo stesso potrà riprendere quota nel corso del fine settimana, ma sempre senza espansioni estreme e configurando un contesto mediamente sud-occidentale. Tra detta alta pressione, non completamente invulnerabile ad infiltrazioni di ponente, e il minaccioso disegno depressionario in pieno oceano, assisteremo anche, nel corso dei giorni, all’aggancio, da parte del flusso dominante da occidente, della tempesta tropicale helene, destinata all’atlantico dell’europa di nord-ovest ed a svanire nello stesso flusso sud-ovest/nord-est. Il destino di helene è quello caratteristico di certe tempeste tropicali che, risalendo di latitudine rispetto al loro flusso naturale est/ovest, finiscono per ritrovarsi nel flusso zonale ovest/est delle medie latitudini, fino a risultare potenziali insidie per le coste occidentali del continente. Il più delle volte, però, in territori a loro estranei, vanno a degradare ed a svanire, confondendosi nel medesimo contesto depressionario euro-atlantico. Tornando alla nostra situazione generale è ammissibile, alla luce delle proiezioni attuali, considerare la possibilità di un cambiamento di configurazione in dirittura del fine di settimana prossima, associato ad una perturbazione più decisa del corso zonale, con affondo sull’atlantico occidentale e con rimonta conseguente sull’atlantico orientale. Ben più complicato è, di questo cambiamento, definire i contorni precisi così da poter ammettere un affondo in mediterraneo occidentale, foriero di un generale peggioramento, oppure un affondo meno consistente, e più spostato ad oriente. Il disegno riassume la situazione prevista dall’ultima proiezione ECMWF (con la linea blu), ben orientata nella direzione del peggioramento, e definisce, con la linea rossa, una delle possibili varianti a questa evoluzione, costituita da una maggiore invadenza delle alte pressioni…

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Pierangelo Perelli

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