Editoriali Slider — 05 ottobre 2018

Pur in un contesto autunnale occorre tener conto del fatto che il fluire del getto risulta ancora piuttosto alto di latitudine e tale da non consentire una franca e frontale azione perturbata oceanica. La progressione stagionale allora si affida ai colpi di infiltrazioni o affondi capaci di scendere in mediterraneo dal nord atlantico e dall’europa occidentale e di isolarsi come gocce fredde o cut-off, slegati dal flusso dominante ovest-est. Il ciclone di questi giorni e dei nubifragi sul sud-italia rientra in questo contesto e si colloca perfettamente nella tipica storia dei vortici mediterranei. Tali circolazioni, purtroppo, nella stagione di mezzo e quando i contrasti termici possono essere elevati, risultano assai insidiose, nonché dalla evoluzione incerta. I nubifragi delle ultime ore ne sono la conseguenza e sono la conseguenza del flusso meridionale o sud-occidentale ad esse associato, fortemente instabile per effetto del forte richiamo di aria umida da sud, della circolazione fredda in quota, della convergenza al suolo e della divergenza in quota. Anche la storia dei prossimi giorni tende a rimanere ancorata a questa configurazione, tant’è che un nuovo affondo, destinato a cut-off ed in discesa dalla francia in direzione di mediterraneo occidentale ed iberia orientale, è pronto per il breve-medio termine. Il disegno generale vuole rappresentare la situazione prevista in quota a distanza di 48 ore circa e vuole anche rappresentare, con la simbologia, il trend relativo delle prossime ore. In rosso è simboleggiato il vortice attualmente sul sud italia, con la sua traiettoria in risalita, e destinato a riassorbimento successivo da parte del flusso dominante ovest-est (freccia grande blu); in blu è simboleggiato il nuovo affondo, a sua volta destinato a cut-off, ed in graduale discesa in mediterraneo occidentale. Occorre ammettere che la traiettoria precisa di questa nuova circolazione depressionaria, nonché tutta la relativa evoluzione, sono ancora da definire, ma si può anche dire che, comunque, in base ad una direzione che sembra maggiormente retrograda, la stessa circolazione dovrebbe avere un destino un pò diverso rispetto a quello del vortice precedente. Dopo un passaggio sulle nostre regioni nord-occidentali, infatti, potrebbe muovere, non verso sud ma verso occidente, fino ad abbandonarsi, sul vicino atlantico, ad un tendenziale flusso dominante sud-ovest/nord-est…

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Pierangelo Perelli

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