Pur con l’indicazione della evoluzione da qui a 72 ore della situazione dei 500 hPa, segnalata dalla simbologia delle frecce rappresentative della isoipsa 592, ho disegnato il quadro della situazione odierna o di questa mattina che rammenta l’interessante appena trascorso e che fissa la spinta atlantica destinata a caratterizzare il prossimo futuro. L’interessante del tempo appena trascorso è quanto descritto in precedenza e corrispondente alla breve fiammata sub-tropicale sul centro-sud, ma è anche, e soprattutto, la fase temporalesca di ieri sul nord-italia, in cui vari notiziari collocano delle supercelle. Al di là della solita possibile sopravvalutazione del fenomeno supercellulare va certamente sottolineato come situazioni come questa, costituite da un promontorio sub-tropicale mediterraneo e da una saccatura sull’europa occidentale, possono effettivamente determinare, al netto di un contesto altimetrico associato ad adeguato wind-shear, significative aree temporalesche e persino lo sviluppo di supercelle, talora tornadiche. Un tale quadro ce lo descrive, in parte, la situazione di questa mattina del disegno, in cui risulta ancora evidente il marcato flusso instabile sud-ovest/nord-est supportato da un jet streak che corre proprio lungo il nord-italia. Un contesto questo in cui svolgono un ruolo le solite componenti causa dei forti temporali di questi casi, come la marcata linea di contrasto lungo detto flusso che alimenta accelerazione e divergenza in una atmosfera assai capace o prodiga sul piano della quantità di energia da dissipare o del carburante a disposizione. Fa il resto una eventuale componente sciroccale, da sud o anche da est, al suolo, in un disegno baroclino con avvezione di vorticità e con quel wind shear che è elemento sostanziale ai fini dello sviluppo di supercelle ed ovvero di updraft in rotazione. Sempre nel disegno, accanto ai segni della situazione meridiana mediterranea appena descritta, rappresentativa del recente passato ed ancora parzialmente presente, si possono, nel contempo, cogliere segni indicativi dello sviluppo di una prossima futura situazione meno meridiana e più zonale, sostanzialmente sempre anticiclonica e con connotazioni ben estive, ma meno estreme sul piano del caldo e di azioni sub-tropicali. Il jet streak sull’atlantico, orientato da ovest ad est, o da nord-ovest a sud-est, rappresenta, infatti, un forcing od una spinta che può tendere a ridisporre il profilo delle isoipse in quota lungo una direttrice meno ondulata ed in cui fa un pò più la sua parte la componente azzorriana…
Pierangelo Perelli






























