Sui prossimi giorni della situazione meteo, ed in relazione a speranze freddiste, non è che ci sia molto da dire. I modelli continuano a vedere o ad intravedere un passo verso uno sblocco dopo metà mese, ma al riguardo e vista la resistenza di una situazione che ci vede saldamente nel bel mezzo del sub-tropicale e da tempo, è bene andarci cauti. Su un piano strettamente tecnico va detto che la configurazione destinata a portarci al ferragosto, al netto di un contesto che rimane sostanzialmente sub-tropicale, non appare proprio totalmente ferma. Appare ancorata ad oscillazioni che, addirittura e nel corso della prima parte della prossima settimana, vedranno un ulteriore rinforzo dei valori di geopotenziale in quota, per fortuna, però, un pò spostato ad ovest e destinato solo in parte al mediterraneo. Una sorta di ulteriore fiammata che, se non mancherà, forse, di rappresentare la minaccia di qualche ulteriore aumento delle temperature sulla parte occidentale della penisola, dovrebbe riservare il suo maggiore splendore, si fa per dire, all’europa occidentale. Il disegno, riferito alla situazione prevista intorno ai giorni 11/12, ed in cui i colori rappresentano la situazione isotermica degli 850 hPa, le linee le isoipse dei 500 hPa e le frecce i punti dei maggiori forcing associati al jet stream dei 200 hPa, fornisce, più o meno, un punto culmine della spinta sopra indicata. E fornisce un punto culmine perché appare probabile, speriamo, un successivo graduale ridimensionamento di tali valori, anche se senza la possibilità, almeno ancora per qualche giorno, di riduzioni termiche sostanziali. Nella figura profilo delle isoipse e quadro del jet stream esprimono in maniera chiara il dominio del sub-tropicale, per nulla o quasi disturbato da eventuali spinte atlantiche, destinate a coinvolgere latitudini assai settentrionali. Il tutto nel classico contesto in cui gli affondi del nord-atlantico rimangono confinati, spendono energia in vorticizzazione, ristagnano e/o risalgono verso nord-est e, tuttalpiù, riservano azioni secondarie alla solita curvatura ciclonica delle medio-basse latitudini e ad ovest dell’iberia. Un disegno, in tutto e per tutto, decisamente favorevole alle rimonte mediterranee del non amato. E riguardo allo sblocco del dopo ferragosto? Beh, inutile sbilanciarsi. Detto sblocco, ad es. nelle proiezioni di ECMWF, esiste e risulta contestualizzabile tra metà mese e fine decade. E’ descritto come un primo affondo un pò ostacolato e destinato a scindersi in un cut-off atlantico-iberico ed in una spinta nord-ovest/sud-est capace di lambire il nostro nord-est, seguito da una seconda successiva spinta che vede l’azione atlantica agganciare il cut-off suddetto ed aprire ad una fase nettamente più atlantica e meno sub-tropicale. Speriamo, anche se stiamo considerando proiezioni troppo lontane e, quindi, solo delle possibilità…
Pierangelo Perelli






























