Editoriali Slider — 26 Agosto 2026

Non poteva mancare lo scontato tormentone sulla fine dell’estate e l’inizio dell’autunno. Social, pagine, canali e roba simile danno l’idea di quelle osterie fumose ed affollate dove tutti ciabano con il fiasco in mano, in un vocìo stordente di sproloqui e di sterile. E purtroppo, come sempre dico, non vale, ahimé, solo per la meteo; magari. Vale per tante cose, che si tratti di scienza, che si tratti di arte, che si tratti di sport, di cronaca, politica, e via dicendo. Ma quale autunno? Siamo alle solite. C’è da riempire pagine e canali di titoli e di contenuti mirati a colpire, ad attirare. Avete presenti i titoloni che stanno girando a proposito del Nino? L’informazione seria affronta la faccenda indicando cos’è tecnicamente il Nino, quali conseguenze ha, generalmente, sull’area di diretta influenza qual è l’area del Pacifico, ed indica poi i possibili effetti relativi su una scala più ampia, riportando un minimo di storico al riguardo. L’informazione che punta a colpire e a vendere fa titoloni da apocalisse, facendo ipotesi del tutto fantasiose, visto che l’influenza del Nino sull’area euro-atlantica è generalmente trascurabile e non meteorologicamente quantificabile in nessun modo. Ci siamo capiti su come deve essere interpretato e considerato quel tanto di vuoto che riempie il nostro tempo, e che condiziona in senso negativo la conoscenza. L’autunno verrà, ne sono convinto. Non occorre che qualcuno ce lo ricordi. Ma non è segnalato da un giorno di temporali sparsi. Inoltre, se osserviamo le carte dei modelli del medio e lungo termine, di vero autunno se ne vede poco, e si vede, al contrario, un bel proseguimento dell’estate. E non tanto per la meridianizzazione in corso destinata alla rimonta del solito promontorio afro-mediterraneo ed alla fiammata relativa sul centro-sud in primis. Quanto, invece, per una fisionomia generale che, guardando oltre e fino ai primi di settembre, o per effetto del sub-tropicale ramo africano, o per effetto delle azzorre, ci suggerisce un contesto che vede tutt’altro che veri crolli della stagione. Il mio disegno è riferito alla situazione dei 500 hPa (linee bianche sottili delle isoipse e colori) e del jet stream in accelerazione (aree colorate sovrapposte) a 48 ore circa. Indica un atlantico che affonda a largo ad ovest sull’iberia ed indica, soprattutto, la rimonta di un promontorio in pieno mediterraneo centrale, per una configurazione ad assi perfettamente meridiani in cui il caldo è destinato a coinvolgere soprattutto il centro-sud. Una tale evoluzione ce la racconta molto bene la distribuzione dei jet streak, tutta orientata nella direzione di una meridianizzazione, appunto. Non si tratterà stavolta, però e per fortuna, di una fase duratura. Si tratterà invece di una fase breve, proprio per come ci segnala l’evoluzione di una isoipsa di controllo che ho indicato con la linea bianca marcata, riferita alle 48 ore (continua) ed alle 96 ore (tratteggiata)…

Pierangelo Perelli

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