La discussione, oramai stucchevole, sul caldo e su quando finirà, e che si associa e si è associata al desiderio sfrenato di like e di seguito a non finire, sulla base, al di là di elementi puramente commerciali, di una ricerca di gratificazione effimera, inutile oltre che misera e patetica, è tuttora in spolvero. Tutti a scrivere, a fare previsioni, a dettagliare la data. E questo nonostante l’esistenza di grandi istituti, riferimenti nazionali ed internazionali, siti specializzati che, per avere le previsioni, dovrebbero bastare ed avanzare. Così va il mondo. Per sapere cose del futuro si vanno a cercare i sensitivi; per sapere il tempo che farà si vanno a leggere le previsioni sui social. Naturalmente evito di commentare le robe senza senso che alcuni canali o pagine scrivono, finalizzate ad affascinare un popolo che, incredibilmente, continua a seguire e ad apprezzare, o, magari, finalizzate a qualche like che odora di soldi. Il caldo che farà e che non farà. Beh, guardando le carte, commentandole nel modo più oggettivo e razionale possibile e stando, come sempre, lontani anni luce dalla anche minima ed inutile idea di fare previsioni, ci dicono o confermano che un punto di svolta dovrebbe essere la metà del mese. E per quanto l’incertezza continui a dominare la scena qualcosa, effettivamente ed in tal senso, lo si intravede. Che un dominio del sub-tropicale, come quello che sta caratterizzando questi giorni e che ci troveremo tra i piedi almeno sino all’inizio della seconda metà del mese, sia sempre duro a morire, lo sappiamo. Tant’è che non è escluso un suo ridimensionamento piuttosto graduale con una incisività dei primi affondi molto parziale. Tuttavia l’orientamento di vari modelli nell’indicare una configurazione che tende a cambiare è abbastanza chiaro. Il disegno, che comprende situazione a 500hPa, isobare e aree di accelerazione del jet stream dei 200 hPa, si riferisce all’inizio proprio della seconda metà del mese, e ci racconta, guardando un pò tutti gli elementi indicati, di movimenti in oceano ben interessanti, con un rinforzo ed una risalita azzorriana, e con un forcing che, lungo una direttrice zonale, acquista consistenza a sud-ovest dell’islanda. I relativi indicatori adeguati alle spinte consistenti verso sud o sud-est non risultano ancora così marcati, ma un accenno lo esprimono. Ed è già qualcosa. E questo in virtù del probabile affondo corrispondente assai limitato ed in trasferimento verso levante, ma comunque, vista la poderosa energia da dissipare disponibile, certamente in grado di inserire elementi di instabilità, localmente di un certo valore. D’altra parte è tutt’altro che fantasia la possibilità che, a seguire, possa subentrare un corso in cui la minaccia del sub-tropicale non si è di sicuro allontanata completamente e definitivamente ma in cui la dominante potrebbe essere, almeno per qualche tempo e quanto meno sul centro-nord, più quella oceanica che quella piena ed incontrastata del sub-tropicale…
Pierangelo Perelli






























