Editoriali Slider — 27 Luglio 2026

Il ritorno del promontorio sub-tropicale, dopo la relativamente breve e modesta tregua, non è certo cosa che deve sorprendere. Si può solo sperare che i valori barici in quota rimangano contenuti così da rendere la nuova fase calda non troppo estrema. In questo senso i dati non offrono certezze ma detta speranza non appare così illusoria. Semmai la stessa fase non sembra dover essere troppo breve. Ma comunque vedremo. Ho disegnato quanto ci offre ECMWF, in termini di situazione a 500 hPa, di isobare e di forcing a 200 hPa, per l’immediato inizio del mese. E quanto ci offre in termini di perfetta rappresentazione della fase suddetta, tutta orientata nella direzione di un pattern euro-atlantico a connotazione sub-tropicale mediterranea e con il solito affondo in atlantico che bene ci racconta il jet streak a sud-ovest della groenlandia. Una struttura o una configurazione questa che non depone certo a favore di spinte nord-occidentali dirette verso latitudini relativamente basse del nostro continente ma che, invece, riserva le spinte fredde destabilizzanti alle latitudini basse dell’oceano. Il ristagno dettato dal vortice sui mari del nord a struttura barotropa ed il modesto jet streak sud-ovest/nord-ovest sul nord europa completano l’opera e disegnano la perfetta situazione a pattern WR3 in cui il mediterraneo e l’europa centrale si accollano la penitenza di un promontorio in quota con il tipico asse obliquo sud-ovest/nord-est, foriero di quel caldo che è sostenuto dalla compressione adiabatica e, in parte, dalla avvezione calda in quota. Come si può vedere dalle isobare non sussiste nessun anticiclone africano e men che meno sussistono richiami sahariani, tanto per chiarire ancora una volta la giusta terminologia e i giusti concetti da scomodare, troppo spesso e volentieri lontani da certi luoghi comuni imperanti e fuorvianti. Nel corso dei prossimi giorni farà, dunque e probabilmente, sempre più caldo. Sulla base di minori valori di geopotenziale potrebbe fare meno caldo al sud, in primis aree orientali, perché è da considerare, con il beneficio di inventario, una certa falla sul basso mediterraneo centro-orientale. Una falla che, per quanto probabilmente trascurabile e poco influente, potrebbe, magari, offrire qualche piccola variazione al monotono tema del caldo da sub-tropicale. Ma siamo nel campo delle ipotesi e, naturalmente, vedremo. Come già detto, al momento, rimane viva la flebile speranza di un caldo di rilievo ma meno estremo di quello della ondata precedente, mentre c’è da considerare, anche e per fortuna, la possibilità, al momento documentata da vari modelli, che, seppur molto gradualmente, nel corso della prima decade del mese il profilo generale sullo scacchiere euro-atlantico, possa evolvere nella direzione di una situazione sempre anticiclonica ma maggiormente orientata nel senso dei paralleli o più zonale…

Pierangelo Perelliù

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