Editoriali Slider — 21 Luglio 2026

Il cambiamento meteo è in atto ed andrà concretizzandosi maggiormente nel corso della settimana. Si tratta di un cambiamento che ridimensiona il protagonismo del sub-tropicale afro-mediterraneo ma che, nel contempo, non si configura certamente come chissà quale crisi dell’estate. Tutt’altro. Tutto, infatti, sembra concorrere nella direzione del mantenimento di un quadro sostanzialmente estivo, anche se associato a correnti ed a profili barici di ben altro segno rispetto a quelli dei giorni scorsi. L’affondo sul continente, che segna il passaggio a detto quadro di correnti in quota nord-occidentali, contestualizza come target la penisola balcanica, anche se non mancherà di produrre un deciso incremento di instabilità soprattutto sui settori orientali. Essere interessati dalla parte occidentale di una saccatura costretta verso oriente non segna mai il guasto generalizzato delle ragioni termodinamiche della sua parte orientale. In estate, però, pur al netto di una dinamica meno fisiologicamente favorevole alla genesi di corpi nuvolosi organizzati e ad avvezione di vorticità, occorre sempre considerare la genesi di forti gradienti di instabilità, ed occorre, poi ed in generale, considerare anche sempre l’eventualità di flussi settentrionali in quota attivi e, magari, associati a jet streak. L’affondo suddetto, può, comunque, oltre a determinare relative diminuzioni termiche, aprire la strada alla possibilità di una temporanea fase caratterizzata da correnti occidentali, magari anche associate al transito di una moderata saccatura. Il disegno segna la situazione generale prevista intorno a metà decade, mostra la saccatura descritta che si è spostata sull’europa orientale, ed indica una falla ad ovest di francia ed iberia che può, effettivamente, attraversare il centro-nord-italia. Non che i forcing, simboleggiati dalle frecce indicative delle accelerazioni del jet stream dei 200 hPa, siano particolarmente favorevoli a significativi affondi mediterranei. Si nota, infatti e sull’atlantico, come l’energico flusso groenlandese pieghi verso sud e poi assuma una connotazione retrograda, non di sicuro equiparabile ad una decisa spinta della falla verso occidente. Ma è anche da considerare un forcing atlantico-iberico orientato da ovest ad est che, invece, promette mobilità zonale e, di conseguenza, la possibilità che la medesima falla, agganciata dalla spinta del nord-atlantico, muova a pendolo verso levante. Il dopo, ed il fine mese, poi lo vedremo. E’ ancora troppo lontano, e, considerando certe ipotesi che rimettono in modo il sub-tropicale, lo lasciamo volentieri, e per il momento, perdere…

Pierangelo Perelli

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