Il problema delle barzellette meteo che si raccontano su certi canali e su certe pagine è legato, principalmente, al seguito che dette forme hanno. E mi viene spontaneo fare i complimenti a tutti coloro che dette cose le seguono, le commentano, le apprezzano, e la tengono in vita, dopo aver scelto di guardare le previsioni su queste barzellette anziché sui siti e sui notiziari associati ad istituti ed enti nazionali ed internazionali riconosciuti e certificati come veri riferimenti di meteorologi, fisici dell’atmosfera e previsione meteo. Venendo alla situazione meteo, ma non, ahimé, alle sbandierate burrasche e all’arrivo dell’autunno, garantisco che la stagione proseguirà, eccome. Il cambio imminente si configura nelle vesti di una graduale riduzione del grande caldo per gli effetti di una evoluzione che vede l’aumento della pressione in quota sull’atlantico con conseguente incremento dell’indice NAO verso valori più consoni ad una stagione in cui hanno un minimo di senso le azzorre. Se osserviamo il disegno della situazione generale prevista a 36/48 ore, rappresentativa del quadro a 500 hPa, del quadro isobarico e di quello del Jet Stream, appare evidente, rispetto ad azzorre e ad indice NAO, quanto sopra scritto, ed appare evidente la fisionoma di un Jet Stream associato, sempre in oceano, ad un pattern di segno zonale che forza da ovest ad est alle medio-alte latitudini. Purtroppo i segni di eventuali affondi alle nostre latitudini non risultano o risultano assai timidi, ma è già qualcosa che un tale forcing tagli la falla iberica a favore di un vivace corso occidentale/nord-occidentale che scende un pò verso sud e che tende ad essere foriero di un clima meno opprimente e più gradevole. Si può notare il transito veloce di un cavo d’onda che non rappresenta di sicuro un affondo degno di nota, ma che può, comunque, determinare un incremento di instabilità, sparso e non marcato per definizione ma, vista l’energia disponibile, neanche esente dalla possibilità di fenomeni localmente di una certa intensità. E’ possibile che, tra fine seconda ed inizio terza decade, il medesimo corso oceanico si delinei come un affondo più significativo ed una saccatura ben più estesa e strutturata associata a fasatura del residuo del cut-off iberico, ma per segnalare sue eventuali influenze sulla penisola occorre attendere giacché lo stesso affondo tende a posizionarsi un pò ad ovest e ad essere ostacolato, guarda un pò, dal solito e non amato sub-tropicale. Sperando che non ostacoli più di tanto…
Pierangelo Perelli






























