La cosiddetta ottobrata non sarà, probabilmente, quella dei prossimi giorni, ancorati alla classica stabilizzazione segnata dall’altrettanto classico sopravanzare anticiclonico da occidente. Potrebbe essere, invece, quella dei giorni di fine seconda e/o inizio terza decade. Di fatto, sul piano anche strettamente tecnico e didattico, la evoluzione più interessante si prospetta dopo la metà del mese. E si prospetta così interessante per come detta evoluzione ci propone il maturare di un blocco ad omega che si sviluppa attraverso una situazione intermedia a carattere di simi-dipolo ed a carattere retrogrado. Immaginiamo, in quota, una rimonta anticiclonica dinamica verso nord-est e verso l’europa nord-occidentale e settentrionale a cui fa riscontro un affondo che evolve in cut-off. Ed immaginiamo quello che poi può accadere in dette situazioni, ed ovvero il configurarsi di un disegno a dipolo con alta pressione alle alte latitudini e la circolazione chiusa ciclonica forzata a muovere in senso retrogrado. La via retrogressiva, in detti casi, risulta naturale per vari motivi, tra cui il blocco che libera completamente i sistemi dal corso ovest-est zonale. Così come risulta possibile che, nel contempo, con tale fuga verso ovest del vortice suddetto, vadano in antifase lo stesso vortice e l’area ciclonica sull’europa orientale con il relativo aumento della pressione a ponte tra le due figure ed il conseguente realizzarsi del profilo ad omega. Il disegno fa riferimento alla situazione generale prevista intorno al giorno 18. Esso presenta, nel contesto della situazione dei 500 hPa, l’affermazione anticiclonica suddetta e di blocco dall’atlantico verso la scandinavia e la circolazione ciclonica in cut-off disposta tra francia ed iberia in movimento retrogrado verso occidente. La simbologia delle frecce, a sua volta, intende delineare i movimenti evolutivi relativi, sintetizzabili nello spostamento suddetto e nell’aumento della pressione in mediterraneo. Ed ecco allora il modo di come, nel corso dei giorni di fine seconda e dell’immediato inizio di terza decade, può cambiare, rappresentato dalle due linee rosse, la più sottile e la più spessa, il disegno di una isoipsa di riferimento, delineando in modo esemplare il passaggio sopra descritto dalla configurazione simil-dipolo alla configurazione ad omega. Chiaro di come possa essere tale configurazione a determinare una fase di tempo mite in modo anomalo, anche se occorre sempre considerare l’incertezza di previsioni di medio-lungo nonché la possibilità che anche una siffatta situazione ad omega possa non compiersi in modo così netto o possa risultare non così duratura e solida…
Pierangelo Perelli






























