Editoriali Slider — 07 Giugno 2026

Quando si considerano certe analisi meteo che parlano di moderati valori barici negativi in quota, di assenza di vere perturbazioni o di perturbazioni organizzate, ecc., non significa che non si contempla la possibilità di fenomeni localmente intensi. E questo vale nell’ambito del clima estivo o del clima che arricchisce l’atmosfera di quel combustibile costituito da aria calda ed umida. In dette circostanze, infatti, non ci vogliono chissà quali sistemi perturbati per produrre sistemi temporaleschi di una certa intensità, e bastano anche moderate infiltrazioni di aria fredda in quota ed altri semplici fattori dinamici di un certo tipo. E’ sempre ben viva la memoria della tragedia alluvionale del giugno 1996 in versilia garfagnana, causata da un cluster autorigenerante, orientato da nord-ovest a sud-est, nel contesto di una situazione generale italica non associata a sistemi perturbati o depressioni, ma ad un corso transizionale fatto di moderate infiltrazioni in quota da nord-ovest che, purtroppo, in quell’area si combinarono ad una serie di elementi favorevoli termici, orografici e dinamici (convergenza al suolo con venti occidentali marittimi rispetto a venti in quota da nord-ovest, avvezione di vorticità, divergenza in quota, superamento del CIN o convective inhibition, effetto stau, assenza di sviluppi adiacenti e, pertanto, estrema concentrazione di energia disponibile in un’area ristretta, ecc.). Venendo al tempo in corso la fase, per quanto suscettibile di certe infiltrazioni o transiti di deboli curvature cicloniche, gradevole in atto e nella sua essenza di segno zonale con parziale e relativa azione azzorriana, è destinata ad insistere ancora per qualche giorno. Poi è da considerare un certo cambio di configurazione a livello euro-atlantico che appare come una nuova rimonta anticiclonica tra vicino atlantico ed europa occidentale, tanto minacciosa anche per il mediterraneo in chiave ondata di caldo, quanto ancora molto, in tal senso, da decifrare. Appare probabile il determinarsi di un disegno di blocco in oceano, con l’affondo e l’approfondimento, a sud dell’islanda, di una circolazione ciclonica complementare ad una rimonta in direzione delle isole britanniche ed oltre. Ma non è ancora possibile interpretare tale rimonta come un promontorio destinato ad inglobare parte o buona parte del mediterraneo o come un promontorio minato ad oriente da spinte settentrionali e retrograde in grado di scavare nel quadro barico verso ovest. Il disegno della situazione generale prevista intorno ai giorni 13/14 segnala il regime stagnante della circolazione ciclonica in netta fase barotropa sull’alto atlantico e la rimonta che punta l’islanda, nonché la saccatura transitata sul nord-italia e scivolata sulla penisola balcanica, in un quadro generale che vede la penisola disposta tra l’influenza anticiclonica e il flusso in quota da nord annesso alla medesima figura ciclonica ad oriente. Nel contempo le due frecce rosse più piccole intendono considerare evoluzioni possibili nella direzione di caldo ed alta pressione oppure nella direzione di una minore influenza anticiclonica e di una maggiore influenza da parte di infiltrazioni in quota di matrice continentale…

Pierangelo Perelli

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