Editoriali Slider — 07 Luglio 2026

Trovano conferme la complessità e l’incertezza del trend che riguarda la configurazione euro-atlantica del prossimo futuro, molto probabilmente, per come visto in precedenza, associata ad un quadro evolutivo di meridianizzazione, ma con dinamiche possibili successive tutt’altro che facili da interpretare. Trova conferma, pertanto, e nel breve termine, un contesto che vede il promontorio in quota disposto sulla fascia occidentale del continente spingersi ulteriormente verso settentrione, e trova conferma anche, relativamente al medio termine, una risalita del sub-tropicale più generale e che coinvolge anche l’atlantico, in un quadro di alte pressioni dinamiche destinato ad isolare un cut-off atlantico-iberico e a mantenere un cut-off, o comunque una circolazione ciclonica, sull’europa orientale. Nulla di meglio assimilabile ad una situazione di blocco, magari destinata a caratterizzarsi come una situazione ad omega, ma anche tutta da esaminare e capire nei suoi modi precisi di collocarsi e di collocare i suoi centri barici, i suoi flussi ed i suoi forcing. E questo perché rimane ancora da inquadrare bene, in detto profilo, quanto la componente rappresentata dal promontorio afro-mediterraneo ed alimentata dal cut-off iberico, rimarrà decentrata tra il mediterraneo occidentale e l’iberia evitandoci particolari supplizi, dove il rialzo barico alle alte latitudini andrà a collocarsi, e, in una prospettiva di più lungo termine, quanto possibili ulteriori rimonte anticicloniche sul nord-atlantico sapranno scardinare detto blocco. In proposito ho disegnato la situazione generale prevista intorno ai giorni 12/13, chiaramente anticiclonica ma anche, a dispetto del più classico dei cut-off iberici, con i massimi relativamente decentrati ad ovest; ed ho voluto rappresentare, con le frecce, le varie componenti in gioco, tutte ed a loro modo, o nel presente o nel futuro, protagoniste o possibili protagoniste: il promontorio esteso dal nord-africa sino alle isole britanniche; le due circolazioni cicloniche ai suoi lati, per quei giorni almeno, non di diretta influenza; la spinta anticiclonica sul nord-atlantico che favorisce un affondo verso est o sud-est, o verso l’islanda. In un bel mosaico del genere non si può certamente disconoscere, per quanto riguarda la penisola ed il breve-medio termine, il ruolo da protagonista che può avere l’alta pressione, seppur, e per come detto, con la sua componente orientale e del suo flusso nord-occidentale. Dopodiché non possiamo neanche non considerare certi movimenti che, in qualche modo, puntano, seppur con gradualità e con risvolti da inquadrare nel medio-lungo del dopo metà mese, a muovere aria instabile del nord-atlantico verso sud-est…

Pierangelo Perelli

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