Osservando il disegno, relativo alla situazione prevista a 72 ore, delle isobare (linee) e delle aree dove è più marcata la velocità del jet stream dei 200 hPa (aree colorate), oltre a cogliere il modo di come si collocano le depressioni rispetto allo stesso JS e rispetto alle sue accelerazioni che ne influenzano sviluppo ed evoluzione, si può rilevare una specifica fisionomia generale della configurazione su scala euro-atlantica. E tale configurazione è esattamente quella intravista in precedenza e prevista per la settimana, corrispondente al classico contesto zonale, con parziale influenza delle azzorre, e con la possibilità di infiltrazioni in transito da ovest o nord-ovest, più influenti per il centro-nord ed eventualmente per il versante adriatico. Una situazione con le azzorre che si estendono verso l’iberia ed in parte verso il mediterraneo occidentale, ed in cui la dominante di flusso è tra l’ovest/est ed il nord-ovest/sud-est, non è mai, per noi, troppo ciclogenetica. L’azione ciclogenetica eventuale e la relativa divergenza in quota coinvolgono, infatti e maggiormente, settori ad est e la penisola balcanica, e buona parte della penisola risente piuttosto di quanto dette infiltrazioni, sotto forma di modeste saccature, offrono influenzando positivamente il grado di instabilità e quanto l’orografia può, detta instabilità, incentivarla. E questo in linea generale, dato che occorre sempre considerare le eventuali variazioni al tema come, ad es., la possibilità che si formi il classico minimo sottovento sul golfo ligure. Di fatto, oltre alla parziale influenza azzorriana ed oltre alla dominante moderatamente nord-occidentale, occorre considerare che il fronte polare non si colloca a latitudini troppo basse, ed anche questo non depone certamente a favore di destabilizzazioni e guasti di particolare rilievo. In questo modo la settimana non potrà che riservarci un tempo variabile, con fasi di disturbo più accentuate sul centro-nord, in un contesto privo, tuttavia, di vere e proprie perturbazioni organizzate. Quanto sopra argomentato, e come accennato, ce lo racconta, in maniera perfetta, il disegno della situazione del breve-medio termine, dove si vede come, dall’atlantico all’europa occidentale delle medie latitudini, spicchi il corso, quasi lineare o poco ondulato, di un vivace JS quale linea netta di confine in alta quota tra l’aria fredda del VP e quella calda del sub-tropicale associata al corrispondente ramo oceanico, e quale elemento incentivante, a nord di esso e sulla base della divergenza corrispondente, di figure depressionarie o cicloniche nei bassi strati…
Pierangelo






























