Certamente un guasto

Non è detto che il guasto sia da imputare ai propulsori. E’ anche possibile (sono sempre ipotesi, anche se plausibili) che il computer li abbia spenti in anticipo per un’anomalia precedente. I propulsori dovevano accendersi un minuto prima dell’atterraggio, e non è un caso che il segnale si sia perso 50 secondi prima. Schiaparelli si è ritrovato con i razzi spenti e «supponiamo che il lander sia semplicemente caduto». Nel centro di controllo della missione (Esoc) si continua a lavorare all’analisi dei dati registrati dalla sonda della missione ExoMars, il TGO (Trace Gas Orbiter) per stabilire se il malfunzionamento sia stato del computer o dell’altimetro.

Al momento sono tantissime le ipotesi sul motivo per cui il segnale del lander Schiaparelli si è interrotto un minuto prima che il veicolo della missione ExoMars toccasse il suolo. I tecnici al lavoro nel centro di controllo della missione, nel Centro per la scienza e la tecnologia (Esoc) dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa), stanno esaminando la situazione. Ci sono speranze, anche se remote.

“Comunque un successo”

«Non sappiamo ancora cosa sia successo nell’ultima fase della discesa di Schiaparelli. Ne sapremo di più prossimamente, dopo che avremo elaborato in dettaglio tutti i dati che la sonda TGO ha registrato durante la fase di discesa», ha ribadito questa mattina il Direttore Generale dell’ESA, Jahn Woerner, nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta presso la sede dell’ESA di ESOC a Darmstadt, dove si trova il centro di terra che segue le missioni europee di sonde interplanetarie, per fare il punto sulla missione ExoMars. «Confermiamo che la sonda orbitante Tgo funziona perfettamente – ha detto Woerner – e questo è già di per sé un grande successo. Per Schiaparelli, abbiamo ricevuto i dati che tutto ha funzionato bene durante la fase di discesa e abbiamo raccolto molte informazioni che ci servivano. La discesa era un test per saperne di più in vista di missioni future».

Ma Schiaparelli che fine ha fatto? In quali condizioni si trova?. La sonda della NASA Mars Reconnaissance Orbiter ha confermato, durante il suo atteso passaggio di ieri sera per intercettare il modulo di atterraggio, che non c’è un problema di comunicazioni. La chiave per risolvere il mistero si trova nelle memorie del TGO, il modulo orbitante realizzato in buona parte dall’industria italiana, di Schiaparelli, e nei suoi dati raccolti, che sono vera e propria telemetria. Ci vorranno però molte ore per elaborarli. La telemetria permetterà di ricostruire con certezza se e cosa potrebbe non essere andato a buon fine.

Ricevuti gran parte dei dati attesi

«Si è verificato un problema negli ultimi secondi, e non sappiamo ancora cosa è successo – ha detto alla conferenza stampa Andrea Accomazzo, che dirige il settore missioni interplanetarie in ESOC a Darmstadt -. Ma presto potremo ricostruire anche quell’ultima fase. Comunque, tutto era andato bene. Anche lo scudo che aveva protetto il modulo di sbarco dal forte calore generato dall’attrito con l’atmosfera si era separato correttamente. A quel punto, però, si innescavano altre manovre ed è da questo momento che non abbiamo ricevuto i dati, che ora cerchiamo di recuperare. Ma con questa missione abbiamo gettato le basi per la missione del 2020». «Tgo è pienamente operativo e la sua missione dovrà durare a lungo», ha aggiunto David Parker, responsabile ESA per le missioni umane. «Per l’atterraggio del modulo EDM Schiaparelli, è importante processare tutti i dati. Ma tutte le funzioni del modulo sono stati attivati, ha raccolto una gran mole di dati del rientro atmosferico e ci vorrà però ancora tempo per avere tutte le informazioni su come la discesa si è svolta per tutto il percorso».

Fonte: www.lastampa.itcd927cdd797967d128e6036eff549bcf-3405-kcic-u10901263472883u7h-1024x576lastampa_it

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fabio porro

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