Editoriali — 21 Marzo 2016

Nelle ultime settimane si è molto discusso sulle modalità del restauro, criticato da più parti, del Castello Madrera di Villamartin (Cadice), in Spagna.

Il restauro del castello di Madrera in Spagna 08

Il restauro del Castello Madrera in Spagna 08Il Castello è in realtà una fortezza, costruita nel 9° secolo, e conquistata varie volte da cristiani e musulmani vicendevolmente. La proprietà di questa antica costruzione è pubblica, ma il terreno su cui sorge appartiene ad una società privata, e nonostante il Comune di Villamartin avesse evidenziato da molto tempo, sia al Ministero della Cultura che ai proprietari del terreno, le condizioni di estremo rischio della struttura, nel 2013 anche gli ultimi ruderi della fortezza sono crollati, pare a causa delle forti piogge. Sono rimasti in piedi solo due dei possenti muri della torre, triste baluardo di un passato lasciato andare in rovina.

Il restauro del Castello Madrera in Spagna 01Il restauro del Castello Madrera in Spagna 06Per prevenire il collasso dei pochi ruderi rimasti, il Comune ha deciso di affidare il restauro all’architetto spagnolo Carlos Quevedo Rojas, il cui progetto ha ricevuto l’approvazione del governo regionale dell’Andalusia, nel rispetto della legge sul Patrimonio Storico, che vieta ricostruzioni imitative e richiede l’uso di materiali che siano assolutamente distinguibili dagli originali, come spiega l’architetto: “Questo intervento ha cercato di raggiungere tre obiettivi fondamentali: il consolidamento strutturale degli elementi che erano a rischio; differenziare le aggiunte dalla struttura originale (evitando le ricostruzioni imitative che la nostra legge vieta) e recuperare il volume, la consistenza e la tonalità che la torre aveva originariamente. L’essenza del progetto non è destinato ad essere, quindi, un’immagine del futuro, ma piuttosto un riflesso del proprio passato, la propria origine.”

Il restauro del Castello di Madrera in Spagna 09La polemica sul restauro ha provocato un acceso dibattito a livello internazionale, ed è stato severamente criticato dall’associazione Hispania Nostra, che da quaranta anni si dedica alla difesa del patrimonio culturale spagnolo. D’altra parte, mentre l’edificio aveva precedentemente ricevuto solo sporadiche visite, ora è diventato una nuova attrazione turistica della zona.

 

 

 

 

 

Fonte Vanillamagazine

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