Editoriali Slider — 25 Luglio 2021

La fisionomia di questo scorcio d’estate è quella già descritta in precedenza. Ovvero quella di un corso oceanico o di un forcing occidentale/nord-occidentale che muove sistemi depressionari sulla media ed alta europa, sino al limite del nostro arco alpino. In verità detto corso non ha una connotazione significativamente mobile, a merito di un profilo ad onde relativamente ampie ed associato a buona spinta da parte di un anticiclone atlantico relativamente vivace e, talora, capace di raggiungere latitudini elevate. Detta così sembrerebbe di poter godere di spinte fresche del nord-atlantico, ma c’è di mezzo, come è anche logico che sia a questo punto della stagione, il baluardo sub-tropicale afro-mediterraneo, che fa, eccome, la sua parte e che fa argine al flusso instabile suddetto. Detto anticiclone fa la sua parte perché riesce a tenere elevati i suoi valori barici, sino al limite delle latitudini centro-settentrionali del mediterraneo, e non consente franche discese cicloniche. Il risultato di questa situazione è ben descritto da quanto sta accadendo e da quanto tenderà ad accadere, seppur con qualche punto di incertezza riguardo al grado di influenza della instabilità sul nord-italia, anche nei prossimi giorni. Il disegno, infatti, identifica la situazione prevista in quota a fine mese e mostra, con il supporto delle frecce piccole, il contesto ciclonico dell’europa centro-settentrionale capace di affondare moderatamente sul golfo di biscaglia e di mantenere attiva una ritornante sud-occidentale assai insidiosa per arco alpino e settentrione ma tenuta a bada dal baluardo anticiclonico afro-mediterraneo a più basse latitudini. Va detto che, in casi del genere, il gioco delle parti, in termini di forecast a mesoscala, non è così semplice giacché le deboli oscillazioni in latitudine dello stesso flusso e l’andamento di sue eventuali piccole ondulazioni secondarie o progressioni di affondi più estesi da occidente, non è facilmente prevedibile. Si può, peraltro e però, senz’altro ammettere che un quadro di instabilità sul nord-italia e di un tempo certamente diverso da quello del centro-sud, è decisamente probabile. E non è da sottovalutare un aspetto di termo-dinamica dell’atmosfera anche relativamente favorevole alla possibilità di locali fenomeni violenti, e questo a causa della rimonta sciroccale nei bassi strati combinata all’intrusione di aria ben più fresca in quota da ovest/sud-ovest, in un contesto di divergenza in quota e di wind-shear tutt’altro che estraneo alla possibilità dello sviluppo di supercelle (vedi il caso della supercella che ha interessato piemonte e lombardia ieri). Bisogna essere chiari sul fatto che supercella non significa automaticamente tornado, grandine come palline da tennis e colpi di vento da 100 km/h. In molti casi, anche con le supercelle, nelle nostre aree tutto si risolve con un forte temporale. E non è neanche che, anche in situazioni favorevoli, si formino grappoli di supercelle dappertutto, come li vede qualche servizio meteo che scambia le normali multicelle per supercelle. Peraltro chi ha un minimo di conoscenza di meteo dovrebbe sapere che il fenomeno della supercella è fenomeno relativamente raro e che, quando si presenta, si presenza in forma generalmente isolata e più spesso unica. Tornando alla possibile evoluzione meteo ed in conclusione va detto che il tipo di situazione in atto potrebbe subire una certa moderata modifica ad inizio mese, quando, per come simboleggiato dalla freccia grande, si potrebbe registrare un certo abbassamento del fronte polare con lo sviluppo di un profilo a maggiore connotazione zonale e, pertanto, relativamente meno caldo. Speriamo…

Pierangelo Perelli

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