Editoriali Slider — 03 giugno 2018

L’attesa delle azzorre è più una speranza ma, potrebbe, in verità, non essere proprio una illusione. Prima o poi il quadro euro-atlantico proverà a disegnare qualcosa di più consono ad una stagione influenzata, nel modo che la stagione richiede, da un maggiore protagonismo del ramo oceanico del sub-tropicale. Attualmente tutto, e così sarà per la settimana intera, rimane ancorato, invece, ad una configurazione che vede le basse latitudini influenzate da un ramo secondario del getto (freccia blu piccola), in grado di apportare infiltrazioni, soprattutto sul centro-nord della penisola, e, nel contempo, non in grado di assicurare la neutralizzazione di un africano sempre in agguato. Il ramo principale del jet stream, simboleggiato dalle frecce blu grandi, presenta un’ansa negativa in pieno oceano e, quindi, una risalita che lo vede fluire a latitudini particolarmente elevate e ben lontane dalle nostre. Siffatto disegno non favorisce certamente la configurazione a canonico zonale e flusso oceanico, più o meno associato ad estensione azzorriana da ovest ad est. Tuttavia qualcosa potrebbe cambiare ad inizio seconda decade ed in prospettiva, in considerazione di forecast che vedono lo stesso getto prendere consistenza a più basse latitudini in un ridisegno generale e maggiormente favorevole ad un profilo zonale (simboleggiato dalla freccia rossa). Lo vedremo. Nel frattempo godiamoci questo contesto che, per fortuna, vede come protagoniste certe infiltrazioni atlantiche, benefiche nella loro capacità, seppur parziale, di scongiurare estensioni consistenti e durature di odiose alte pressioni afro-mediterranee. Il disegno corrisponde alla situazione prevista in quota a metà settimana circa e fornisce, in modo chiaro, con l’ennesimo affondo che tenta di sfondare il muro anticiclonico africano, la sintesi del quadro meteo suddetto. Nulla di che e nulla di straordinario rispetto ad un corso stagionale con elementi di assoluta normalità, sia dal punto di vista delle precipitazioni che dal punto di vista termico. E con il futuro dell’estate che nessuno può dire come sarà. Della serie: certi titoloni acchiappa allodole sul tipo di “estate 2018 dal caldo record ai fenomeni estremi. Preoccupazioni” presenti su soliti siti ben noti, a cui ci siamo oramai assuefatti, lasciamoli perdere…

Pierangelo Perelli

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