Editoriali Slider — 02 dicembre 2017

Il teatro dei clamori, del polo nord che scende sul mediterraneo, delle tragedie greche sul tempo, del tormentone degli estremi climatici lo lascio volentieri agli stomachevoli, esosi e bombardanti media assetati di raccolta pubblicitaria e di audience. Esaminando il meteo in modo serio si evince che il periodo stagionale sta offrendo, più o meno, una normalità climatica dettata da una fase settentrionale, tanto polare o artica quanto mobile di una direttrice nord-ovest/sud-est. Il risultato, piuttosto che quello di una situazione di blocco con persistente ed intensa irruzione, è quello di una situazione variabile con fasi di stampo decisamente invernale e fredde alternate ad intervalli anticiclonici o semi-anticiclonici. Un trend che vede l’anticiclone atlantico tentare veri e propri split del vortice polare, ma nel contesto di una sostanziale configurazione mobile associata a sue pulsazioni con spinte meridiane e successivi riallineamenti, non depone certamente a favore di disegni settentrionali estremi, ma, piuttosto, a favore di un clima invernale senza eccessi. L’affondo in atto (simbologia viola), corrispondente ad una delle discese menzionate, si configura nella veste di un polo freddo in rapido transito sul mediterraneo centro-occidentale e ciclogenetico, necessariamente foriero di tempo freddo e variabile o perturbato. Nel contempo, però, e per le ragioni indicate, il medesimo, sotto l’influenza del menzionato moderato forcing occidentale, presenta un trend evolutivo che lo spinge prima verso sud e poi verso levante a ridare spazio all’anticiclone che muove da ovest. Alcuni giorni di alta pressione possono quindi fare da intervallo e precedere la nuova spinta meridiana nonché la nuova irruzione, tutta ancora da decifrare nei dettagli, che si profila a distanza di circa una settimana dalla precedente (simbologia blu e disegno generale della situazione prevista in quota tra venerdi e sabato prossimi)…

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Pierangelo Perelli

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