Va detto che indicare la situazione in atto come tipicamente estiva è tutt’altro che una inesattezza per il fatto che non è governata dalle azzorre. Esiste un tipo di estate di segno azzorriano, ma esiste anche un tipo di estate da sub-tropicale ramo africano. Non mi piace dire da anticiclone africano, perché a rigor di termini l’anticiclone africano, in pratica, non esiste. Esiste, invece, il sub-tropicale, quale anticiclone in quota o dinamico segnato in termini isoipsici anziché isobarici, che può salire di latitudine con promontori o estensioni varie, ed in sedi diverse come l’oceano, come il mediterraneo, ecc. E che è poi quello che, con un promontorio in sede afro-mediterranea e sino all’europa centrale, sta caratterizzando e caratterizzerà, seppur con certi tipi di relative variazioni al tema, anche i prossimi giorni se non, addirittura, tutto il medio-lungo termine. Il medesimo sub-tropicale, come visto in precedenza e ad inizio decade, andrà risalendo di latitudine anche sull’atlantico ma, ahimé, non sembra nell’ottica di una successiva affermazione azzorriana. E questo in virtù di una fisionomia, atlantica appunto, che accenna allo zonale ma che poi non intende forzare ulteriormente in tal senso. Tutto questo ce lo racconta la falla destinata a diventare cut-off a largo dell’iberia e destinata, poi, ad un forcing che la fa risalire di latitudine e che la fa entrare in fasatura con un successivo ulteriore affondo meridiano in pieno oceano. Mi piace, nel disegnare la situazione meteo, sovrapporre vari tipi di carte o analisi, in maniera tale da avere, in un unico disegno, il quadro della situazione barica e termica a varie altezze. L’esame delle situazioni e delle evoluzioni meteo, nel presuppore un minimo di conoscenza di termodinamica e di fisica dei fluidi, dei gas e dell’atmosfera, suggerisce di leggere il maggior numero di carte di vario tipo, e di confrontarle magari proprio con una loro sovrapposizione. Nel disegno in questione, riferito alla situazione prevista da ECMWF intorno ai giorni 24/25, ho disegnato con i colori la situazione isotermica a 850 hPa, con le linee bianche il quadro isoipsico dei 500 hPa, con le linee nere le isobare della barica dei bassi strati, e con le frecce più o meno spesse per indicare anche gli streak, la linea principale del jet stream. E ho disegnato detti elementi in un contesto che ci consente di cogliere alcuni interessanti aspetti come una estensione sub-tropicale ad omega, una disposizione di massimi anticiclonici nei bassi strati a nord della stessa estensione in ragione di certi movimenti del medesimo sub-tropicale, una struttura termica a 1500 mt circa che si conforma, più o meno, alla struttura barica dei 500 hPa, giacché figlia della subsidenza nonché dell’avvezione calda in quota, e una configurazione del getto che, visti gli streak, risulta favorevole al mantenimento di un quadro relativamente meridiano. Tant’è che, per come appare dalle ultime analisi e per i giorni successivi, potrebbe accadere che il promontorio salga ulteriormente di latitudine trasferendo i massimi anticiclonici al suolo verso l’europa nord-orientale, finendo poi, in relazione agli esiti meteo mediterranei, per fornire spazio a profili di matrice strettamente continentali orientali se non a dinamica retrogressiva…
Pierangelo Perelli






























