Interpretare l’evoluzione meteo sulla base dei flussi in quota e dei jet streak non è mai troppo semplice, e questo per effetto dei continui cambiamenti che li caratterizzano. Rimane il fatto che certi movimenti si confanno a modelli ed a pattern caratteristici che bene individuano anche certe leggi della fisica dell’atmosfera. Il blocco anticiclonico ed il relativo promontorio che abbracciano mediterraneo e la parte occidentale del continente stanno apportando una fase stabile e calda in cui il caldo, in quanto frutto della subsidenza, non legato ad avvezioni nei bassi strati ma, piuttosto, a quanto ci racconta dinamicamente l’alta pressione in quota, coinvolge appunto i settori o le aree dove maggiori sono detti valori barici e, soprattutto, dove, come lungo i settori di uscita del promontorio, tale subsidenza è più consistente. Si può spiegare, in questo modo, il motivo per il quale le temperature si presentano più alte al nord-italia piuttosto che al sud. Tra quei certi interessanti movimenti legati a dinamiche tipiche dell’atmosfera e legati alla fisionomia del jet stream, alla distribuzione dei jet streak, e via dicendo, ed a cui accennavo, c’è quanto sembra in evoluzione, nel corso dei prossimi giorni sullo scacchiere euro-atlantico e per quanto cerco di segnalare attraverso la simbologia sul disegno della situazione generale prevista intorno ai giorni 27/28. Si notano, sul nord-atlantico, gli effetti di una generale azione meridiana che spinge una stretta saccatura, tendente poi a cut-off, verso sud e che si associa ad una conseguente rimonta destinata a ridisporre la stessa grande figura dinamica anticiclonica più verso nord-ovest o, comunque, ovest. E si nota, poi, la classica rotazione anti-oraria dell’asse della stessa figura ciclonica che è tipica di dette situazioni bloccate in cui i forcing si distribuiscono sul relativo lato orientale o nord-orientale. E se è pur vero che detti movimenti interessano zone ben distanti è altrettanto vero che uno spostamento dei massimi barici come quello descritto può, quanto meno e sulle aree mediterranee che ci interessano, allentare il quadro della compressione adiabatica, spostare verso occidente l’area anticiclonica e rendere maggiormente protagonista, per quanto sempre di matrice anticiclonica, una componente in quota più settentrionale o la componente orientale del promontorio. A promettere, in dirittura di fine mese, un ulteriore evoluzione nella direzione di una riduzione dei valori barici e, pertanto, anche dei valori termici, c’è poi da considerare lo step evolutivo euro-atlantico ulteriore che intravede una ravvivata spinta zonale in base alla quale il cut-off sul nord-atlantico viene, alla fine della sua completa rotazione anti-oraria, riassorbito, e, soprattutto, in base alla quale il contesto generale si disegna nei termini di un contesto più azzorriano e nei termini, non esenti dalla possibilità poi anche di infiltrazioni al nord o sul nord-est, di un profilo maggiormente orientato lungo i paralleli e, appunto, più zonale…
Pierangelo Perelli






























