Editoriali Slider — 16 Aprile 2026

Con gradualità continua la stabilizzazione prevista con la tendenza nella direzione di alcuni giorni di stampo relativamente anticiclonico e primaverile, associati a relativa espansione di un promontorio afro-iberico. Tra fine seconda ed inizio terza decade i modelli indicano un cambio deciso di configurazione destinato non tanto a produrre chissà quale guasto sull’italia quanto, piuttosto, tutto un altro quadro barico e dei flussi su scala euro-atlantica. E questo in virtù di movimenti volti ad imprimere profili di netto stampo meridiano. Si possono infatti registrare, in proposito, un deciso affondo a largo sull’atlantico, un deciso rialzo barico alle alte latitudini del continente ed in spostamento verso ovest, e l’affondo, di segno continentale e dai mari del nord lungo l’europa centro-orientale, di una saccatura decisa ad acquisire un asse orizzontale od orientato lungo i paralleli. Questa ultima azione descritta, sulla base di dinamiche specifiche che caratterizzano spinte retrograde del genere che dissipano energia in senso anti-zonale, può risultare in una figura con fronte stazionario ed in un primo tempo destinata a guadagnare verso l’oceano piuttosto che verso latitudini più meridionali. E può presentarsi anche come una spinta in grado di agganciare l’estesa figura depressionaria frutto dell’affondo in oceano. Il destino di quello che appare come un esteso cut-off atlantico e della suddetta azione continentale non sembra, tuttavia, quello di due contesti programmati per entrare in interazione positiva. Le dinamiche evolutive, infatti, raccontano di un cut-off con asse in rotazione antioraria od in tilt negativo ed in allontanamento verso ovest e di una saccatura continentale che, può, alla fine, traslare verso sud-est, oltretutto a lambire la nostra penisola. Si tratta di due movimenti che depongono più per una opposizione di fase piuttosto che per il contrario. Ed ecco che, in questo modo, ai fini del tempo dei primi giorni di terza decade sulla penisola, può diventare importante proprio detta irruzione, non così in grado di coinvolgerci in maniera netta o diretta, ma, di sicuro, in grado di incentivare dinamiche di destabilizzazione, soprattutto tra il settentrione e la fascia adriatica. Il mio disegno indica la situazione generale prevista nell’immediato inizio di terza decade e cerca di spiegare, con l’aiuto della simbologia, il contesto ed il trend sopra descritti…

Pierangelo Perelli

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