Editoriali Slider — 30 Aprile 2019

La primavera delle sbuffate fredde tardive, di aprile o anche di maggio, è sempre da mettere in conto. Ed ecco che, dopo quella appena trascorsa, un’altra irruzione si profila per il prossimo fine settimana. Il corridoio che muove impulsi verso il mediterraneo centrale o centro-orientale rimane, infatti, aperto, e la disposizione di stabili massimi barici sui territori dell’islanda non può che favorire l’apertura ad assi di saccatura di origine artica. Il disegno, riferito alla situazione prevista in quota il giorno 4, delinea il profilo della classica configurazione con freno al corso oceanico e con aperture al grande nord. In pieno atlantico la configurazione depressionaria assume la fisionomia di una azione vorticosa stazionaria con rimonta di correnti da meridione mentre sul continente prende corpo, di conseguenza, un flusso di segno opposto e da settentrione. L’asse di saccatura o impulso, che il disegno mostra disposto sull’europa centro-settentrionale, è destinato, per come indicato dalla simbologia, a scendere rapido sull’italia e a rinnovare un quadro di raffreddamenti e di instabilità diffusa, in rapido transito da nord a sud. C’è da dire, comunque, che detto impulso potrebbe essere l’ultimo prima di una riapertura all’atlantico e di un cambio nel segno di un ritorno a contesti di maggiore normalità climatica…

Pierangelo Perelli

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