Il nord-atlantico protagonista mantiene attiva una configurazione ciclonica su scala euro-oceanica, capace di affondare sino al mediterraneo settentrionale. Il risultato è quello di una primavera incerta, talora instabile se non perturbata, in cui l’inevitabile elevato gradiente barico tra la medesima curvatura ciclonica ed un sub-tropicale che tiene, dinamicamente, sino a determinate latitudini, è causa di tesi venti occidentali. La medesima azione atlantica, di fatto, tende a scivolare, sulla base di successivi assi di saccatura secondari o di saccature mobili che si muovono lungo il flusso groenlandese, non oltre un certo limite. Quella che si profila nel breve termine, tuttavia, per come già visto in precedenza e con un upstream più marcato, mostra di voler affondare in maniera più incisiva, tant’è che non mancherà, anche se pur sempre nell’ambito di una situazione mobile, di coinvolgere il bacino mediterraneo centro-settentrionale da ovest ad est. Se osserviamo il mio disegno riferito alla situazione generale prevista intorno ai giorni 16/17 possiamo rilevare il residuo del medesimo affondo, oramai sulla penisola balcanica ed in veste di definita circolazione ciclonica, con asse disposto da nord-ovest a sud-est, indicativo di come lo stesso asse di saccatura si è mosso a pendolo, ruotando in senso anti-orario (vedi anche l’evoluzione di una isoipsa di riferimento). Tale moto a pendolo degli assi secondari di una curvatura ciclonica generale come quella estesa su nord-atlantico e continente è indicativo del fatto che tale circolazione generale risulta bloccata alle alte latitudini mentre trova maggiore spazio a latitudini più basse e là dove sussistono le condizioni di uno zonale più libero. Di fatto le latitudini del mediterraneo risultano inglobate in un contesto relativamente privo di blocchi ed aperto alle correnti occidentali, in grado di rendere mobili le onde cicloniche in transito che, prima possono affondare anche in senso molto meridiano tra iberia e baleari, e poi si spostano verso levante, orientandosi maggiormente lungo i paralleli e potendo, sulla base di un maturato apprezzabile streak in sede downstream, risultare in cut-off Il medesimo affondo non mancherà di mantenere l’attuale fase instabile ancora per qualche giorno, ma è anche vero che potrebbe risultare di chiusura per gli effetti di un deciso cambio della circolazione orientato nella direzione di una rimonta anticiclonica sull’europa occidentale e di un arresto del flusso groenlandese, con il risultato di un passaggio ad una fase completamente nuova e, praticamente, di opposto segno…
Pierangelo Perelli






























