Editoriali Slider — 17 Maggio 2024

La circolazione ciclonica che, con la sua componente sud-occidentale, coinvolge le nostre regioni settentrionali, andrà attenuandosi ma sempre nell’ambito di un contesto generale tendente ad una situazione di ristagno. In verità, nell’immediato inizio di terza decade, l’atlantico proverà ad imporre un forcing da ovest con il proposito di instaurare una nuova fase mobile occidentale. Il medesimo tentativo, tuttavia, non appare di semplice esecuzione giacché tendenzialmente ingabbiato da rialzi barici tra vicino atlantico e continente, destinati al possibile determinarsi di nuove situazioni di cut-off o di circolazioni stazionarie. In tal senso l’incertezza regna ancora sovrana ma l’ipotesi che nel corso della prima parte di terza decade, e dopo una prima breve fase di aggancio con accenno di spinta occidentale, si passi nuovamente alla configurazione di una circolazione negativa incastonata e disposta tra europa centrale e nostro settentrione, risulta tutt’altro che trascurabile. In ogni caso, ammesso l’instaurarsi di una tale situazione, non si dovrebbe avere il grado di instabilità di questi giorni, frutto di uno di quei flussi stazionari in cui confluiscono tutte le migliori condizioni favorevoli alla costruzione di intensi sistemi piovosi temporaleschi. Dovrebbe maturare, comunque, una di quelle classiche disposizioni che, e sempre soprattutto sul nord o sul centro-nord, mantengono condizioni di instabilità più o meno pronunciata e tendenzialmente più spiccata nelle ore diurne. Il disegno illustra la situazione generale prevista nell’immediato inizio di terza decade, dove fa ancora spicco la circolazione depressionaria frutto del maltempo di questi giorni che, però, ha un pò ruotato il suo asse in senso antiorario, lasciando maggiore spazio ad un temporaneo rialzo di respiro sub-tropicale e defilandosi verso ovest. Una tale situazione è il preludio all’aggancio sopra indicato che, simboleggiato dalla freccia blu più grande, può provare ad instaurare condizioni più zonali; condizioni più zonali, tuttavia, tendenzialmente di difficile consolidamento giacché minacciate da nuovi rialzi barici in direzione dell’europa nord-occidentale capaci di richiudere ad ovest e di disegnare, per come simboleggiato dalle frecce più piccole, un profilo generale a dipolo con moderata falla stazionaria tra europa centrale e nord-italia…

Pierangelo Perelli

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