Pur facendo il Dj e componendo brani da discoteca moderni dal 2012, Purple Disco Machine (vero nome Tino Piontek, nato in Germania Est, 1980) solo dal 2020 è riuscito ad avere un riscontro commerciale tutt’altro che trascurabile, andando indietro agli anni 80 con le sonorità, con il singolo Hypnotized, che ricorda, nella base batteria-basso elettronico, Self Control di Raf 1984, senza aggiungerci nulla di moderno nell’arrangiamento, ma questo suo andare indietro non è un regresso musicale, ma un progresso, visti gli ultimi penosi anni del panorama della musica da discoteca mondiale, che ha visto calare di molto anche il consenso commerciale, oltre a fare sempre più pena artisticamente. Ecco , Purple Disco Machine ha ridato perlomeno una dignità commerciale al genere, riportando nelle classifiche la vera Dance, la vera Disco, quella che appena la sentivi, ti veniva voglia di muoverti, e i suoni erano tutt’altro che datati, anche adesso sembrano “nuovi”, sono evergreen.

Quindi PDM ha proseguito su questo filone, e dopo l’Hit Europeo di Hypnotized, ne ha collezionato un altro con “Fireworks” a primavera 2021, un singolo talmente semplice e di facilissimo ascolto, che nel 1983 sarebbe stato standard e passato come uno dei tanti dischi da ballare usa e getta, nel 2021 è parso d’avanguardia alle nuove generazioni, e ha ringiovanito gli over 45.

Facciamo notare che in questi anni, PDM oltre a fare singoli a proprio nome, ha remixato brani di altri artisti famosi o non famosi del panorama Mainstream attuale, migliorando i singoli di questi artisti,, di solito i remix fanno pena… lui migliora i singoli. Sentire “Losers” dei Balthazar, carino anche nella versione originale, PDM lo trasforma e allunga, in meglio, sentire “Ocean Drive”, basta che andate su YouTube ,cercate Purple Disco Machine Remix 2020 o 2021, dei video di oltre un ora di durata, in cui ci sono i suoi remix, per se stesso o per altri artisti.

Veniamo al dunque , PDM finalmente ha fatto uscire l’Album, il 2° della sua carriera, EXOTICA. E vi consiglio di sentirlo,  ovvio non aspettatevi certo i King Crimson, o i Pink Floyd o  Beethoven, è un genere la Disco volutamente nata e fatta per far ballare, divertire e spensierare,e dare energia, e va quindi giudicato il lavoro di PDM rispetto ad altri lavori di quel genere musicale, non va paragonato con la Classica o Jazz o Rock…

Ebbene su 14 brani, non ve n’è uno brutto o riempitivo,ed è una cosa che nel genere dicscotecaro, non accadeva dal 2013 di RAM dei Daft Punk e prima ancora da Confessions on the Dance Floor del 2006 di Madonna, entrambi album nostalgici guarda caso

Ovviamente non tutto è suonato direttamente da PDM, che è un tastierista, ci sono campionamenti o sample o vocalizzi coverizzati dal passato, ma PDM li mette al punto giusto, prendendo il testimone dai Daft Punk. E sopratutto utilizza 14 cantanti diversi uno per brano.

la scaletta è

1) Can’t get enough , brano allegro che ricorda vagamente i brani pop-dance radiofonici fine anni novanta

2) At the Disko invece ci porta in Discoteca fine anni 90 stile Daft Punk,con l’alieno che canta tramite il Vocoder  sotto un tappeto di piano elettronico e campionamenti elettronici

3) Fireworks è stato il tormentone della primavera 2021, anche se un tormentone articolato, che ricorda la Italo-Disco 1983, in special modo il progetto “Baby’s Gang”, con i cori dei 13enni in primo piano nel ritornello

4) Don’t stop ci manda direttamente alla Disco Elettonica 1982 come basi, ricorda molto i bassi e percussioni dell’ italo-canadese Bobby Orlando , nella parte vocale invece, ci riporta al modo di cantare femminile, in inglese, della Italo-Dance anni 90

5) Dopamine è l’attuale successo nelle Hit europee, dance elettronica metà anni 80, molto popettara

6) I Remember rallenta i ritmi, e ci vuole, dopo 5 brani tirati, ma anche qui si attinge molto dal passato ,sempre anni 80 elettronico, non dance, ma A.O.R.

7) Opposite of Crazy è un mid-tempo, rimanda i ricordi come base, a “State of Indipendency” di Donna Summer del 1982, senza la sua voce purtroppo, ma la cantante comunque rende sufficente un brano synth-pop

8) Hypnotized è stato uno dei tormentoni dell’estate 2020, tormentone articolato , italo-disco, pare uscito da una compilation della Baby Records del 1984

9) Loneliness E’FORSE IL MIGLIOR BRANO ANCHE ARTISTICAMENTE ,non solo orecchiabile, ipnotico ma forse sarà paradossalmente quello che il pubblico apprezzerà di meno, qui PDM collabora con la brava Francesca Lombardo

10) Hands to the sky sembra uscito da una radio black-soul-r&B-funk del 1983, con un cantante black che rimanda ai vari bravi cantanti di quel genere, tipo Luther Vandross, Al Jarreu o George Benson (versione cantante

11) Money money si ritorna alla post-Disco intorno al 79-81, con quindi anche qualche chitarrina funky, ma mancano i fiati. Diciamo una specie di Kool & the Gang del periodo d’oro commerciale, ma senza i loro famosi fiati.

12) Playbox è pura italo-dance fine anni 90, nonostante i campionamenti dei riff di tastiera da Sylvester (1984 Rock the Box) e la parte vocale addirittura da “the Player” di First Choice 1974

13) Exotica è assieme a Loneliness l’altro brano in cui si cerca, oltre alla orecchiabilità, anche qualcosina di piu come sperimentazione. Ritmi tribali all’inizio, poi basso oscuro elettronico, poi all’improvviso le tastiere italo-disco a fare da contraltare, per un HI-NRG di 3′, con parti vocali minimali, e poi ritornare al tribale nel finale, e addirittura d’atmosfera, synthwave gli ultimi secondi, anche se gli accordi si ispirano a Smalltown Boy dei Bronski Beat

14) Wanna feel like a lover, PDM la fa sembrare composta nel 1981-82 come base , stile Ray Parker junior

 

Quindi che dire? Per il periodo è un bel lavoro. Forse nel periodo d’oro della musica da discoteca, non sarebbe stato una novità, ma di questi tempi EXOTICA è oro, c’è bisogno di svagarsi dai mille problemi dell’umanità attuale. E Purple Disco Machine va lodato il fatto di far tornare il sorriso a molti, di tutte le età, e la voglia di ballare o svagarsi mentalmente dai mille problemi di oggi, e lo fa meglio di tutti gli altri produttori o musicisti del genere discotecaro, e questi suoi colleghi stanno inziando a imitarlo e non è un difetto. Forse la chiusura delle discoteche ha tappato mani e bocche a molti DJ finti musicisti che hanno imperversato negli ultimi decenni, ridando in mano a veri musicisti la musica da discoteca. Vediamo quanto dura questo effetto

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