Ambiente, territorio & dissesti — 15 Luglio 2013

Uno studio condotto dal CSIRO (Commonwealth Scientific and Industrial Research Organisation) in collaborazione l’Australian National University (ANU) e basato su osservazioni satellitari effettuate tra il 1982 e il 2010 è arrivato a una sorprendente conclusione: grazie all’aumento di anidride carbonica in Atmosfera il nostro Pianeta è diventato più caldo e anche più… verde!Come mostra l’immagine infatti i dati raccolti dai satelliti mostrano che nel periodo tra il 1982 e il 2010 in quasi tutto il Pianeta la copertura vegetale è aumentata (aree colorate di verde): in alcune zone (quelle colorate in blu)addirittura l’aumento è stato di oltre il 30%, e in ogni caso l’incremento medio a livello planetario è stato quantificato in circa l’11%.

In realtà ad aumentare, più che il numero di piante, è stata soprattutto la quantità di foglie presenti sulla superficie terrestre. Gli autori dello studio spiegano questo fenomeno con l’effetto fertilizzazione svolto dall’incremento di CO2 nell’aria: le maggiori quantità di anidride carbonica disponibili infatti consentono alle foglie di svolgere più rapidamente e con più efficienza la fotosintesi, processo durante il quale, utilizzando proprio l’anidride carbonica, la pianta converte la luce solare in zuccheri.

Per di più la disponibilità di maggiori quantità di anidride carbonica consente alle foglie di rilasciare minori quantità di vapore durante il processo di fotosintesi: ciò quindi ha consentito alle piante che crescono in zone aride di aumentare il numero di foglie contribuendo così a un “rinverdimento” di queste regioni.
Fonte: Meteogiuliacci.itgreening EMB

Share

About Author

fabio porro

(0) Readers Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Informativa sui cookie. Continuando la navigazione ne accetti l'utilizzo maggiori informazioni

Non utilizziamo alcun cookie di profilazione. Sono utilizzati cookie legati alla presenza di plugin di terze parti. Se vuoi saperne di più sul loro utilizzo e leggere come disabilitarne l’uso, leggi la nostraINFORMATIVA

Chiudi