Editoriali — 12 ottobre 2016

11-10-2016 – Salve a tutti, come ogni sera eccoci giunti al momento dell’analisi modelli, in ora tardiva ma sempre più avvicente e affascinante.

Nucleo artico in piena azione sull’Italia, temperature scese parecchio al nord, su valori prossimi allo 0 in alcuni casi e con nevicate che si sono spinte fino a quote intorno 800-900 m nel Piemonte occidentale,esattamente come da previsione (fig.1).

fig.1

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Nella giornata di domani, le nevicate, insieme al nocciolo freddo, si sposteranno più a est, andando a interessare l’Appennino centrosettentrionle, anche in questo giungendo fino a quote intorno i 1000 m ,localmente anche pù in basso (fig.2).

fig.2

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Ma il meglio deve ancora arrivare per molti appassionati, perlomeno per chi ama la dinamicità atmosferica.

In fig.1 è già visibile, infatti, la perturbazione atlantica in progressiva discesa verso sud e in momentaneo isolamento dal flusso principale. Tale depressione interagirà, già da domani sera, con il nocciolo artico, assorbendone una parte, allargando così il raggio d’azione e tornando a contatto quindi con l’alimentazione madre, addirittura dalla Gronelandia (fig.3).

fig.3

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Per le nostre regioni tale dinamica non si tradurrà in un nuovo afflusso freddo ma esattamente il contrario: intense correnti sciroccali investiranno la penisola facendo aumentare le temperature e generando una violenta ondata di maltempo tra giovedì e venerdì, inizialmente al nordovest, ma in estensione probabilmente al resto del nord e parte de centro entro sabato (fig.4).

fig4

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Come annunciato nel precedente editoriale, saranno possibili violenti nubifragi  in alcuni settori del nordovest, che saranno però preceduti da nevicate prima a quote piuttosto basse e poi sempre più copiose nel Piemonte meridionale (fig.5).

fig.5

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In fig.5 è stato sottolineato come, nonostante il rapido aumento delle temperature nel resto di’italia, buona parte del Piemonte e in particolare il cuneese, dovrebbero mantenere una generale omotermia, con aria fredda nei bassi strati sotto l’azione di venti sostenuti da est e nevicate che potrebbero raggiungere i 600-800 m.

Incredibili gli accumuli previsti dalle ultime implementazioni del modello americano: quasi 2 m di neve nelle Alpi marittime tra giovedì e venerdì (fig.6)

fig.6

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Come accennato, saranno però anche le piogge a far notizia; sempre molto preoccupanti i modelli per l prossime 72 h, sebbene non completamente concordi. Quasi alluvionali per il levante ligure quelle di stamattina (fig.7).

fig.7

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Non meno “cattive” quelle della sera, ma il nucleo perturbato si è spostato più a ovest (fig.8).

fig.8

hrrr-22Successivo spostamento del maltempo verso est entro sabato (fig.9).

fig.9

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Insomma, per quanto possano ancora cambiare molto i dettagli, sembra proprio che il golfo ligure debba andare incontro a un marcato peggioramento, con possibilità di fenomeni intensi, localmente estremi, lo si dice senza allarmismo, ma l’evoluzione è di quelle classiche per eventi di notevole intensità per questi luoghi.

Aggiorneremo strada facendo gli eventi ma, per concludere, guardiamo molto rapidamente una carta prevista per la terza decade, per rispondere alla domanda di cosa succederà dopo il periodo menzionato (fig.10).

fig.10

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Nella terza decade tornerebbe la bilobazione spinta del VP, visto ancora debole quindi, con conseguenze tutte da decifrare per il nostro autunno, ma possibilmente fredde e perturbate per le nostre latitudini. Non mancate i prossimi appuntamenti quindi….

 

Ciao ciao

 

Ilario Larosa (meteogeo)

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Guido Vercesi

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