Editoriali — 10 aprile 2016

09-04-2016 – Salve a tutti, aggiornamento mattutino prettamente primaverile su molte regioni, con temperature comunque ancora piacevolmente “frizzanti”, soprattutto nei settori più orientali della penisola. La parentesi fresca e relativamente instabile sta comunque finendo; come annunciato in precedenza infatti (ved. editoriale) i periodi caldi, sopramedia termica, tenderanno a essere prevalenti nella seconda decade di Aprile e da ovest si va definendo quello che dovrebbe essere il trend climatico della settimana entrante (fig.1).

fig.1

EUMETSAT_MSG_RGB-naturalcolor-centralEurope (2)

 

Una campana anticiclonica avanza infatti dalla penisola iberica e le temperature stanno già aumentando nelle regioni più occidentali italiane, a iniziare dalla Sardegna (fig.2)

temp_it

 

La penisola iberica, viceversa, sta per essere interessata dalla saccatura che si va affermando in Atlantico, che però farà davvero pochi progressi verso il Mediterraneo, proprio in virtù dell’ampiezza stessa della ondulazione di Rossby a scala emisferica (più è ampia l’ondulazione in senso meridiano, minore è la progressione verso est della stessa, fig.2).

fig.2

Rtavn241

 

In tal senso, il blocco formato in Atlantico, a sud della Groenlandia, sembra davvero ben strutturato, formando nel complesso, di concerto con il lobo depressionario a ovest della Spagna e con il promontorio anticiclonico che si andrà e centrare nella nostra penisola, un’ampia figura di omega blocking rovesciato, molto stabile.

Ma non è finità: questa sarà la prima fase del periodo caldo. Verso la fine della seconda decade infatti, il lobo canadese riprenderà vigore e invaderà l’Atlantico, secondo dinamiche ben conosciute e descritte nel dettaglio nei precedenti editoriali (fig.3)

Rtavn1921

 

Si andranno a riproporre quindi, le dinamiche a scala emisferiche responsabili dei prolungati periodi sopramedia termica nel comparto europeo, in particolare in quello meridionale, compreso il Mediterraneo molto ben riassunte dall’assetto attuale delle SSTA (Sea Surface Temperature Anomalies, fig.4).

fig.4

sst_anom (2)

 

Insomma, “nulla di nuovo sul fronte occidentale” è proprio il caso di dirlo, dove per fronte occidentale si intendono gli assetti barici previsti nel settore Atlantico nelle prossime due settimane.

In tale contesto, i 30° C saranno alla portata nelle pianure interne del centrosud, lontano dal mare quindi, oltre che in settori localizzati della pianura Padana (in particolare Emilia Romagna), aggiorneremo strada facendo l’evoluzione nel dettaglio.

 

Ciao ciao

Ilario Larosa (meteogeo)

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