Inverno 2017 — 09 settembre 2016

09-09-2016 – Salve a tutti, ampio editoriale dedicato all’evoluzione in atto nel Mediterraneo  per l’inizio autunno, il tutto come sempre inquadrato nella circolazione generale del comparto europeo ed emisferico, per capire le sorti della stagione autunnale, ancora lontana dal manifestarsi.

Intanto, anche oggi, forti temporali si sono abbattuti nell’area pugliese, con un vero e proprio nubifragio su alcuni settori del Gargano. Bel tempo come sempre al nord e nelle regioni tirreniche, con temperature frequentemente sopramedia.

Per capire le ragioni di una tale distribuzione delle fenomenologie e delle temperature nel’area italiana, risulta opportuno analizzare la circolazione prevista nella media e bassa troposfera (primi 5000 m) per la giornata di domani (prime ore del mattino, fig.1).

fig.1

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Dalla fig.1 emergono i seguenti aspetti peculiari e caratterizzanti questo inizio di stagione autunnale:

1) Il VP, appena formato e in continua fase di rafforzamento, si è ormai decentrato nel comparto canadese, con nucleo più freddo in corrispondenza dell’isola di Baffin, un classico di questi ultimi inverni

2) la depressione islandese, in tale contesto, viene continuamente alimentata da nuclei gelidi (ormai lo sono) provenienti dalla Groenlandia, in distacco dal fulcro del VP poco più a est.

3) Ai margini orientali della depressione islandese, molto forte, il getto polare sale di latitudine, apportando una vera ondata di caldo tra penisola iberica, Francia, Germania e Paesi Bassi.

4) L’italia in questo contesto (punto 3) è collocata ai margini a sua volta, con il nordovest e parte delle regioni tirreniche al caldo (sopramedia) e al sole, ancora estivo, mentre buona parte dell’Adriatico e tutto il sud risentono di una circolazione fresca proveniente dai Balcani, in parte isolata in goccia fredda. Tutta la penisola è divisa in due dal punto di vista climatico quindi, bello caldo nord e Tirreno, fresco e piovoso adriatico e sud.

Come procederà quindi la stagione autunnale??

Ebbene, la disposizione descritta, a scala emisferica, sembra dura a cambiare, è stata praticamente sempre così a partire dal 2011, ma ogni stagione ha le sue evoluzioni. Ecco quindi, esattamente come annunciato ieri, che il cambiamento nel Mediterraneo potrebbe arrivare nell’unico modo possibile in tale contesto: tramite una goccia fredda in distacco, sulla Francia, dal flusso principale atlantico (fig.2).

fig.2

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In buona sostanza, grazie all’azione di un anticiclone delle Azzorre piuttosto vigoroso in questo inizio di stagione autunnale, dalle spire del VP in Atlantico (o meglio dalla sua appendice islandese) viene letteralmente “rilasciata” una cellula fresca e perturbata, una goccia fredda appunto, in possibile entrata nel Mediterraneo esattamente a metà mese (fig.3).

fig.3

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In particolare il modello europeo vede tale distacco deciso e capace di entrare completamente nel Mediterraneo, piuttosto basso di latitudine, una classica perturbazione atlantica insomma, sebbene slegata dal flusso principale (fig.4).

fig.4

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In tal caso, le piogge arriverebbero, anche abbondanti in alcuni casi, nel versante tirrenico, finora in grave deficit idrico, analogamente ad alcune regioni del nord.

Resta però da chiarire come potrebbe proseguire la stagione autunnale; a differenza del flusso atlantico organizzato infatti, la goccia fredda, sebbene capace di generare fenomeni anche intensi nel Mediterraneo, è destinata a esaurirsi dopo qualche giorno, lasciando nuovamente spazio a una nuova rimonta anticiclonica se l’assetto barico a scala emisferica non subisce cambiamenti (fig.5).

fig.5

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Ecco infatti il modello europeo a fine seconda decade che vede la classica distribuzione zonale in Atlantico, con VP e anticiclone delle Azzorre contrapposti lungo i paralleli. Più a est, si ripropone, secondo il modello europeo, l’afflusso fresco nordorientale dai Balcani, con adriatico e sud nuovamente soggetti a precipitazioni e temperature spesso sottomedia.

Dello stesso avviso il modello americano, che ipotizza addirittura uno split precoce nella terza decade nel nordamerica, con freddo in arrivo nelle praterie ed Europa sempre ai margini del VP ma instabile nel Mediterraneo fig.6).

fig.6

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Insomma, nulla di nuovo sul fronte emisferico; tuttavia, le piogge potrebbero arrivare ugualmente nelle nostre regioni e, pertanto, le linee guida per il tempo del mese di Settembre potrebbero essere così formulate:

10-14 Settembre – Bel tempo al nord e su buona parte del versante tirrenico; temperature in prevalenza sopramedia, con punte di 32-33° C tra Emilia e Toscana, settori interni, valori inferiori altrove. Inizialmente instabile ma in miglioramento su Adriatico centromeridionale e al sud, temperature in media o localmente sottomedia.

15-18 Settembre – Peggioramento in arrivo da ovest. Coinvolto inizialmente tutto il nord e quasi tutte le regioni tirreniche, con piogge diffuse, temporali e temperature in diminuzione; più caldo al sud e parte delle regioni adriatiche, con nuvole sparse, in peggioramento.

19-25 Settembre – di nuovo un po’ caldo al nord e tirreniche, ma senza eccessi, nuovi impulsi perturbati e freddi da est in arrivo inizialmente in Adriatico e sud, ma in possibile espansione su tutte le regioni. Assenza del flusso perturbato atlantico a causa di un blocco anticiclonico più a ovest.

Ciao ciao

Ilario Larosa (meteogeo)

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Guido Vercesi

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