Previsioni stagionali — 15 Ottobre 2015

Il collasso della circolazione delle acque nord atlantiche, ed in particolare della Corrente del Golfo, è un problema che adesso sta preoccupando seriamente gli scienziati, alla luce del calo delle temperature del Nord Atlantico che si è palesato negli ultimi mesi.

Un articolo pubblicato sul Daily Mail riporta uno studio effettuato dall’Università di Southampton, ha mostrato che, nel caso in cui la AMOC collassi (Atlantic Meridionale Overturning Circulation, complessa circolazione delle acque atlantiche che permette il trasporto di calore dai Tropici ai Poli), l’intero Pianeta subirebbe un processo di raffreddamento della durata di almeno 20 anni.

Le temperature globali collasserebbero di circa -0,7°C, per poi riprendere nuovamente ad aumentare.

Si tratterebbe di un calo di notevole portata, paragonabile a quello presentato nei Secoli XVII e XVIII, quando inverni rigidissimi sconvolsero l’Europa Occidentale ed il Nord America, e con effetti presumibilmente simili.

Tale collasso delle temperature sarebbe poi seguito da un successivo aumento, il Global Warming procederebbe comunque, ma rimarrebbe comunque 1°C in meno  rispetto alle previsioni attuali, a distanza di oltre 100 anni, e le aree attorno al Nord Atlantico ritarderebbero comunque il loro riscaldamento.

Tale collasso potrebbe realmente prendere piede nei prossimi decenni.

Le immagini mostrano lo studio effettuato dal team di scienziati britannici: nella prima immagine si notano le zone interessate dal massimo raffreddamento entro 15 anni dall’evento, raffreddamento che potrebbe raggiungere i 12°C in meno della norma sull’Atlantico Settentrionale, e far calare le temperature medie di oltre 4°C in Siberia settentrionale e di 2°C in Europa.

La seconda immagine mostra la situazione 95 anni dopo, con il Global Warming che ha innalzato di nuovo le temperature, ma che rimarrebbero quasi ai livelli attuali sulle coste occidentali europee, dove il raffreddamento forte e sensibile farebbe fatica a ritornare ai livelli precedenti.

Si tratta quindi di un pericolo che incombe sul clima euroasiatico, quello che sarebbe maggiormente interessato da questo collasso e che ne pagherebbe le conseguenze con un clima fortemente più freddo per un lungo arco di tempo.

fonte testo: freddofili.it

Immagine da www.dailymail.co.uk

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Daniele Baroni

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