Editoriali — 26 Ottobre 2016

25-10-2016 – Salve a tutti, aggiornamento serale modelli, per coloro che nelle carte sanno cogliere i segnali di una radicale modifica della circolazione emisferica, presente a tutte le quote, ma in particolare, negli odierni aggiornamenti serali, in troposfera, settore che a noi interessa direttamente.

Nel precedente editoriale, abbiamo visto come sia in atto, al momento, una fase molto  calda nel Mediterraneo, direttamente correlata alla risposta anticiclonica africana fornita, in sede mediterranea, alla discesa di aria fredda atlantica lungo le coste marocchine (formazione della falla iberico marocchina fig.1)………..

fig.1

fig.1

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Tale configurazione ha fatto  innalzare le temperature nelle regioni meridionali italiane fino a sfiorare o raggiungere i 30° C.

fig.2

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Ma l’assetto generale delle configurazioni previste a scala emisferica quindi, ma anche in prospettiva nel Mediterraneo, andrà totalmente rivisto nella prima decade di Novembre, quando il Vortice Polare mostrerà un volto inusualmente “debole” per il periodo, con scarsa tensione zonali e con nuclei di vorticità non accentrati, ma sparsi nei diversi angoli dell’artico.

Per capire di cosa si sta parlando ecco la previsione del modello americano per la fine di Ottobre (fig.3)

fig.3

 

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Anche stasera sono ben evidenti i due potenti centri di alta pressione al polo e nel settore siberiano; particolarmente ampio quello presente al polo, ben strutturato a tutte le quote e con massimi pressori di ben 1040 hPa hPa al suolo. I più attenti ricorderanno come tale figura ricordi molto quella “ipotetica” inserita alla fine dell’editoriale di oggi e della precedente versione di ieri sera, con i due distinti centri altpressori ben evidenti..e ora siamo alle 120 h come previsione (fig.4).

fig.4

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Altre conferme quindi e, a seguire, lo smembramento de VP continua progredire, fino a quando, com’è naturale che sia, i nuclei freddi iniziano  scendere di latitudine, proprio a causa della scarsa tensione zonale (un elastico poco teso allenta la corsa e si piega verso il basso per gravità (fig.5).

fig.5

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La fig.3 può essere considerata il paradigma del Vortice polare debole (VP weak), con centri di bassa pressione (nuclei più freddi) sparsi in diversi punti con in mezzo altre cellule di alta pressione. Solo in questo modo tali nuclei hanno maggiori probabilità di scendere di latitudine, cosa che avviene al termine della emissione, con il VP sbilanciato e una saccatura artica in azione sulll’Italia (fig.6).

fig.6

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Temperature davvero fredde per il periodo nel comparto europeo, con una -5° C a 850 hPa 1500 m e possibilità di nevicate a quotemedio basse al centronord a fine prima decade (inizia a diventare ricorrente fig.7).

fig.7

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In questa sede preme sottolineare comunque come le carte descritte abbiano la funzione di evidenziare una evoluzione peculiare meteorologica in sede europea ed emisferica dedotta da una serie di parametri sempre più evidenti nell’analisi dei modelli a tutte le quote e nei diversi range temporali. Pertanto, hanno puro scopo indicativo, non vanno prese alla lettera ma evidenziano comunque la concreta possibilità di un precoce quanto vasto raffreddamento del comparto euroasiatico, come mostrato anche dalla visione emisferica per la fine della prima decade (fig.9)

fig.9

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Sebbene non se ne abbia certezza, un’aliquota più o meno consistente di tale massa gelida può giungere alle porte del Mediterraneo, innescando, come evidenziato in fig.7, una fase fredda perturbata (non gelida) ma alquanto inusuale per il periodo (non eccezionale intendiamoci). I valori di anomalia previsti per le temperature al suolo continuano a confermarlo, con un lago freddo in affermazione su tutto il continente (fig.10).

fig.10

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Ciao ciao

Ilario Larosa  (meteogeo)

 

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Guido Vercesi

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