Editoriali — 25 Aprile 2015

Devastante terremoto in Nepal. Le scosse hanno causato un bilancio provvisorio di almeno 1.500 morti.

Il governo del Nepal ha dichiarato lo stato di emergenza nelle aree del Paese colpite dal sisma e lanciato un appello alla comunità internazionale affinché fornisca al Paese gli aiuti umanitari necessari per fare fronte alla situazione. Al momento, il governo di Katmandu ha stanziato 500 milioni di rupie (5 milioni di dollari) come fondo di emergenza per gli aiuti. Sui 75 distretti nei quali è suddiviso il Paese, almeno 29 risultano colpiti dal sisma.

 

Le vittime. Le scosse hanno causato un bilancio provvisorio di almeno 1.500 morti. Lo ha reso noto nel pomeriggio il ministero dell’Interno a Kathmandu. Al termine di una riunione al ministero, sono stati diffusi diffusi i dati delle città più colpite. Prevalgono le vittime nella capitale, Kathmandui, seguita da Bhaktapur, Sindhupalchowk, Rasuwa e Lalitpur.

Tragedia anche sull’Everest. I corpi di otto scalatori sono stati recuperati dal Campo base sull’Everest, travolto da una valanga dopo il terremoto che ha colpito il Nepal. Lo riferisce su Twitter l’account specializzato Northmen Pk. La morte degli otto scalatori è stata confermata dall’ufficio del turismo nepalese. Non sono invece state riscontrate vittime nei Campi 1 e 2, anche se gli scalatori sono al momento bloccati a causa della mancanza di elicotteri impegnati nelle operazioni di soccorso per il terremoto.

Sarebbero in tutto diciotto gli alpinisti stranieri morti nella zona dell’Everest secondo quanto emerge da messaggi su twitter provenienti dal campo base e raccolti dalla tv indiana Cnn-Ibn.

Il sisma, di magnitudo 7.9 secondo i dati dell’istituto sismologico americano Usgs, è stata registrata poco prima di mezzogiorno locale, causando ingenti danni e crollo di edifici, riferiscono funzionari locali. La scala Richter arriva a 8.6 gradi (il devastante terremoto di San Francisco nel 1906 fu classificato 7.8). Secondo la scala Mercalli il sisma nepalese si collaca fra il 9° e il 10° grado (disastroso e molto disastroso) su una classificazione in 12 gradi.

Crollata la torre Dharahara, uno dei monumenti più importanti di Kathmandu, patrimonio Unesco: 180 cadaveri sono stati trovati sotto le macerie secondo la tv all news indiana Times Now. La torre, conosciuta anche come Bhimsen Tower, era di nove piani ed era alta quasi 62 metri.

Danni ai siti archeologici. Il terremoto ha danneggiato anche la famosa piazza Durbar, nel centro storico di Kathmandu, dove sorgono un palazzo reale e diversi templi. Lo riferiscono le tv locali. Le scosse hanno anche colpito le altre due città medioevali di Patan e Bhaktapur della valle di Kathmandu, anche questi siti archeologici appartenenti all’Unesco e mete preferite dei turisti.

Sono state due le scosse di terremoto che hanno colpito oggi il Nepal, nella regione di Kathmandu. Oltre a gravi danni alle infrastrutture si segnala, per ora, un morto e molti feriti. Lo riferiscono i media a New Delhi. Le prime immagini pervenute dalla capitale nepalese mostrano crolli parziali in molti edifici, crepe profonde nelle strade e persone accampate in strada dopo i due lunghi sismi avvertiti a sud fino in India meridionale.

L’aeroporto internazionale Tribhuvan di Kathmandu è rimasto danneggiato a causa delle forti scosse sismiche che hanno interessato oggi il Nepal ed è stato chiuso. Lo riferiscono i media a New Delhi. I voli in arrivo verso la capitale nepalese sono stati dirottati verso aeroporti dell’India settentrionale.

La Farnesina. L’unità di crisi della Farnesina si è immediatamente attivata e sono in corso verifiche sull’eventuale coinvolgimento di italiani nel terremoto che ha colpito il Nepal. Lo si apprende dal Ministero degli Esteri.

Le scosse di assestamento
«Ci sono ancora lunghe scosse di assestamento, un paio veramente forti. Siamo chiusi nel compound americano» di Kathmandu «molto danneggiato. Possiamo sentire molte sirene». Lo riferisce un dipendente dell’Undp (Programma dell’Onu per lo Sviluppo) in Nepal, Chris Decker, a qualche ora dal forte terremoto. «Stiamo bene, ma molto spaventati», aveva scritto Decker stamani, subito dopo il sisma, sul suo profilo Facebook per rassicurare familiari e amici. Dopo le prime due forti scosse di terremoto, vi sono state nelle tre ore successive almeno altre otto repliche di magnitudo superiore a 4 gradi Richter. Secondo il Centro sismologico europeo mediterraneo (Esmc) le repliche, a cadenza regolare, sono state fra i 4,5 ed i 5,3. L’ultima, alle 11,30 italiane di magnitudo 5.

Papa Francesco, informato del devastante terremoto che ha colpito oggi il Nepal, con centinaia di vittime, «sta seguendo in preghiera e con grande preoccupazione l’evolversi della situazione, partecipando al dolore di quanti sono stati colpiti». Lo riferisce la Radio Vaticana.

Aiuti dai Pesi confinanti. Il premier indiano Narendra Modi ha parlato oggi con il presidente del Nepal, Ram Baran Yadav, offrendo aiuti dopo la duplice scossa di terremoto che ha colpito il Paese himalayano. In un tweet Modi ha ricordato che «molte parti dell’India sono state colpite dal sisma» e che «stiamo raccogliendo informazioni per fare un primo bilancio dei danni e delle vittime, sia in Nepal, sia in India».

L’Italia. Come riporta una nota della Farnesina, Gentiloni esprime la propria vicinanza al Nepal, «colpito questa notte da un tragico sisma» e «segue costantemente lo sviluppo degli avvenimenti». Attraverso il contributo di 300mila euro disposto dal ministro, sottolinea la nota, verranno in particolare realizzate attività di ricerca dei sopravvissuti e di soccorso ai feriti, la distribuzione di generi di prima necessità (scorte alimentari, acqua potabile, coperte) e verrà garantito un alloggio di fortuna alla popolazione civile evacuata dalle abitazioni danneggiate.

L’Expo. Expo ha deciso di organizzare una raccolta fondi per aiutare la popolazione del Nepal colpita dal terremoto. Il commissario unico, Giuseppe Sala, lo ha annunciato durante una visita al padiglione del Paese asiatico insieme al vicecommissario del Paese asiatico, Amrit Shakya. «Siamo molto vicini alla popolazione del Nepal in questo memento di grande difficoltà e in particolare alle famiglie degli operai nepalesi che da febbraio stanno partecipando alla costruzione del padiglione – ha spiegato Sala -. Il primo maggio, con l’apertura di Expo 2015, daremo il via a una raccolta di fondi per le popolazioni colpite del terremoto». Quella del Nepal è una delle costruzioni che era a rischio di non aprire venerdì prossimo. Ma Sala si è detto soddisfatto dei progressi che ha fatto: «credo proprio – ha concluso – che sarò pronto per l’inaugurazione dell’evento».

 

http://www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/ESTERI/terremoto_nepal_scossa_7.9_crollano_palazzi_capitale/notizie/1318072.shtml

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Daniele Baroni

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