Paganella — 15 Febbraio 2014

LA STAMPA 1 MAGGIO 1930 – IL FIUME CAMAJORE STRARIPA INONDANDO LE CAMPAGNE

VIAREGGIO

In seguito alle pioggie inesistenti di questi giorni ed a quelle torrenziali di stanotte ed allo sgelo delle nevi delle alpi Apuane, il fiume camajore ha straripato dall’argine sinistro stamane alle 7, fra il ponte di sasso e le cateratte in località bocchette.

Le acque hanno ben presto allargato la verdeggiante campagna, i cui abitanti hanno immediatamente sloggiato, trasportando lontano il bestiame e parte delle masserizie.

Un’altra rottura dell’argine alla parte destra del fiume si è verificata in località magazzeno, ma di poca importanza, tanto che si poteva subito ripararla.

Le acque hanno invaso vasti appezzamenti di terreno adibiti a vigne e a frutteti.

Per buona sorte, la rottura dell’argine è avvenuta in pieno giorno, di grazia non si hanno a lamentare disgrazie alle persone.

La pioggia continua a cadere fitta e non accenna a cessare.

Benchè il tempo si mantenga minaccioso, l’impeto delle acque appare un poò diminuito ed è sperabile quindi che sia scongiurato il pericolo di una nuova inondazione, che potrebbe danneggiare il terreno compreso nella bonifica di Ponente.

I danni cagionati dalle acque si sono rilevati anche a Viareggio nella superba pineta comunale di Ponente.

Alcuni grossi pini si sono abbattuti in seguito alla fragilità del terreno, saturo di acque e non più resistente a sostenere gli altissimi fusti.

LA STAMPA 1 MAGGIO 1930

Per le insistenti pioggie sono notevolmente ingrossati i fiumi Tanaro e Bormida; le piene non destano per ora preoccupazioni, non avendosi notizie di straripamento.

LA STAMPA 8 MAGGIO 1930 – GRANDINE E NEVE NEL CUNEESE

IL RACCOLTO DI UN PAESE DISTRUTTO

CUNEO

Un impetuoso temporale ha imperversato oggi nel pomeriggio sul territorio del Comune di Albaretto Torre, raggiungendo una violenza spaventosa, quale da anni non si ricordava, e gettando sulle campagne raffiche di pioggia e di grandine.

L’uragano durava parecchio tempo, e alla fine la grandine raggiungeva lo spessore di venti centimetri.

Tutto il raccolto del paese consistente in viti, cereali e prati, è andato distrutto.

Anche da altre della provincia giunge notizia di temporali e grandinate.

La temperatura ha subito un nuovo improvviso abbassamento.

Questa notte nei pressi di Limone Piemonte ha nuovamente e abbondantemente nevicato.

Il tempo si mantiene costantemente coperto e minaccioso.

LA STAMPA 8 MAGGIO 1930 – PIOGGIA E GRANDINE NEL SAVONESE

SAVONA

Da circa due mesi, tranne qualche rara giornata, anche sulla nostra riviera il tempo si mantiene piovoso.

Frequenti i temporali e le forti grandinate, le quali ultime già produssero gravi danni alla campagna.

Il termometro non si è ancora elevato sui 15 gradi.

Anche nel pomeriggio di oggi vi furono grandinate in montagna ed acquazzoni al piano.

Il tempo non accenna affatto a ristabilirsi.

Nelle prime ore della notte un’altra burrasca si è scatenata sulla città con forte grandinata.

LA STAMPA 8 MAGGIO 1930 – LA NEVE SUI MONTI PINEROLESI

PINEROLO

Mentre in pianura continua a piovere senza tregua, così che i corsi d’acqua sono notevolmente ingrossati ed in qualche punto hanno straripato, sui monti circostanti cade abbondante la neve.

Sul colle di Sestrieres ieri sera la neve aveva raggiunto i 20 centimetri.

Non ha però nevicato al di sotto dei 1000 metri.

La temperatura si è da stamane notevolmente abbassata.

LA STAMPA 8 MAGGIO 1930 – LA NEVE SU OROPA

BIELLA

Il cattivo tempo, che da alcuni giorni imperversa in tutta la regione, questa notte e stamane ha portato una abbondante nevicata sulle alpi e prealpi.

La neve è caduta fin nei pressi di Oropa.

La temperatura è scesa di parecchi centigradi, e oggi in città in molti sono usciti coi vestiti invernali.

La bassa temperatura è pure dovuta a grandinate avvenute in parecchie località.

LA STAMPA 9 MAGGIO 1930 – IL MALTEMPO – DUE VALANGHE SULLA STRADA DI COGNE

AOSTA

Come avviene ogni anno, in primavera due enormi valanghe dall’alto della montagna sono precipitate, in questi giorni, sulla strada di Cogne, verso Vieyes, ostruendo il transito ed il libero corso del torrente Grand Ejvia, che scorre nel fondovalle.

Gli operai lavorano ora intensamente per praticare delle gallerie attraverso la grande massa di nevee e terriccio, e ripristinare la circolazione.

LA STAMPA 9 MAGGIO 1930 – IL MALTEMPO – IL PO IN PIENA A PIACENZA

PIACENZA

In seguito alle pioggie torrenziali dei giorni scorsi i torrenti del piacentino sono ingrossati.

Il livello del po durante la notte e per tutta la giornata di oggi subì un graduale aumento dai nove ai dieci centimetri all’ora.

Stasera alle 21 l’idrometro segnava metri 5,6.

la piena per ora non desta alcuna preoccupazione.

LA STAMPA 9 MAGGIO 1930 – IL MALTEMPO – TEMPORALI IN TOSCANA

FIRENZE

Il maltempo imperversa da molti giorni in tutta la Toscana.

Anche nella nostra città si sono avuti violenti temporali.

LA STAMPA 9 MAGGIO 1930 – IL MALTEMPO NEL MONFERRATO

CASALE

In questi giorni il maltempo imperversante sul monferrato ha prodotto danni considerevoli alla campagna.

Il po in piena ha straripato in più punti.

LA STAMPA 11 MAGGIO 1930 – MALTEMPO E FRANE NEL NOVARESE

NOVARA

E’ pervenuta notizia che, in conseguenza del maltempo, in quel di Pontemalio sono franati diversi colossali massi, fra cui uno del peso di circa 200 quintali, che ha ostruito per parecchio tempo il passaggio sulla strada provinciale.

Altri macigni caduti dalla montagna sono andati a finire nel fiume Toce, causando danni non gravi.

Sui monti circostanti è caduta la neve che ha raggiunto uno spessore di 15 centimetri.

E’ venuta giù anche la grandine che ha arrecato danno agli ortaggi.

Si lamentano anche alcune frane nell’alto novarese, mentre parecchi torrenti sono in piena e minacciosi, come in più punti.

La campagna bacologica subisce di conseguenza un notevole ritardo.

LA STAMPA 16 MAGGIO 1930 – FURIOSA GRANDINATA NEL FERRARESE

TRENTA MILIONI DI DANNI

DUEMILA FAMIGLIE SENZA PANE

LE AUTORITA’ SUI LUOGHI DEL DISASTRO

FERRARA

Una furiosa grandinata si è abbattuta su tutto il basso ferrarese, causando danni ingentissimi.

Hanno maggiormente sofferto i paesi di Ruina, Vigara, Ca Mattea, Saletta, Corio, Tamara, Fossalta, Viconovo, Albarca, Villa Denore e anti altri in direzione dell’Adriatico.

I danni sono sensibilissimi, specialmente per la canapa, che in molti fondi è rasa al suolo. Il frumento, le viti e gli alberi da frutta, hanno pure enormemente sofferto.

I danni arrecati dalla grandinata superano i trenta milioni.duemila famiglie sono senza pane.

Sui luoghi del disastro è tutto uno spettacolo di desolazione.

LA STAMPA 21 MAGGIO 1930 – NEVICATE SUI MONTI DEL TRENTINO

TRENTO

Dopo una giornata veramente estiva, con 28 gradi, il tempo si è mutato con un brusco e repentino sbalzo in pieno inverno.

In città è caduta la pioggia e ha infuriato un rigido vento di tramontana.

Sulle montagne ha nevicato abbondantemente e le falde della paganella, del bondone e degli altri monti che circondano la conca di Trento sono apparsi stamane tutte bianche di neve la quale è scesa fino alla quota di 1200 metri.

In città hanno fatto la loro ricomparsa i pastrani.

Dalle valli giunge pure notizia di abbondanti nevicate e di freddo intenso.

LA STAMPA 27 MAGGIO 1930 – NEVICATE SUI MONTI DEL TRENTINO

TRENTO

Il tempo non accenna ancora a rimettersi e la temperatura si mantiene notevolmente bassa.

Nuove nevicate sono cadute sui monti dalle vallate atesine.

Il valico del Broccon, che collega la strada della valsugana con la zona di Fiera di Primiero, è stato sgomberato dalla neve e riaperto al transito.

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Daniele Baroni

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